08:42 09 Dicembre 2019
elezioni presidenziali francesi

Candidati alla presidenza francese: cosa pensano della Russia?

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La campagna elettorale in Francia è stata la prima dopo la reintegrazione della Crimea nel territorio russo. I candidati nel giro di questi mesi hanno parlato della Russia e hanno espresso le loro posizioni. Nel dibattito elettorale si sono guadagnati la reputazione di amici della Russia i candidati di destra, François Fillon e Marine Le Pen.

"Non bere troppa vodka"

Prima ancora che alle primarie nel mese di dicembre 2016 vincesse Fillon, il politico era chiamato il leader non ufficiale del partito di destra filo-russo. Le relazioni amichevoli tra Fillon e Putin sono state stabilite già alla fine del 2000, e da allora il candidato è circondato dai sostenitori della Crimea come parte integrante della Russia.

Nel corso di elezioni primarie, François Fillon ha incontrato una dura opposizione sulla questione russa. Nell'autunno del 2016 Hervé Mariton, amico di Mikhail Khodorkovsky, ha fatto delle relazioni di Fillon con il Cremlino una occasione per una protesta diplomatica. Mariton ha annunciato di aver ritirato la sua candidatura alle elezioni primarie a favore di Alain Juppé, per evitare di ammettere un "amico di Putin". Il dibattito elettorale tra Juppé e Fillon, inoltre, non è privo di scandali: il candidato perdente ha consigliato al vincitore Fillon di non "non bere troppa vodka".

"Ritengo la Crimea parte della Russia"

Nonostante il fatto che Fillon sia sottoposto a pressioni per la sua amicizia con Putin, la sua posizione sulla Crimea non è la più radicale. Il leader di estrema destra del Front National, Marine Le Pen è pronta a chiedere l'immediato e incondizionato riconoscimento della Crimea russa. La differenza tra Le Pen e Fillon sono un approccio pragmatico e uno romantico. Dal punto di vista del "Front National", la Russia è parte della comunità europea, delle Nazioni Unite e un potenziale concorrente più moderno del Commonwealth del vecchio mondo. Nel "Front National" ritengono che l'Europa non possa essere completa senza la Russia, mentre Fillon offre semplicemente di porre fine alle contese con i russi.

I rapporti tra il "Front National" e la Russia sono iniziati nel 1990 è stato detto durante la campagna elettorale. Dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è rifiutato di incontrare Marine Le Pen, la leader del "Front National " è andata in Russia ed ed è stata ricevuta da Vladimir Putin al Cremlino.

A differenza di Fillon, che considera Bashar al-Assad un "dittatore sanguinario", Le Pen sostiene Damasco. Il "Front National" ha condannato i recenti bombardamenti contro l'aeroporto di Shayrat da parte americana e ha dichiarato che "comprende" la posizione della Russia sugli attacchi chimici.

"In Siria combattono bande armate"

Il candidato della sinistra radicale Jean-Luc Melenchon, appartiene anche al gruppo di coloro che sono disposti a parlare con Vladimir Putin. Mélenchon è pronto a sostenere la Russia sulla scena internazionale. Secondo lui l'Europa Orientale ha bisogno di tenere una "grande conferenza di pace sui confini", per legare all'ordine mondiale lo spazio post-sovietico. "Non so dove finisce il confine russo, se al largo delle coste della Crimea o più in là", lascia aperta la questione Mélenchon. Spesso criticato, come Fillon, per la riluttanza a rompere le relazioni con la Russia, il candidato di estrema sinistra valuta negativamente l'opposizione siriana moderata. A suo parere, in Siria combattono delle "bande armate", non degne di essere considerate ribelli; ma allo stesso tempo Mélenchon condanna il presidente Bashar al-Assad.

Al contrario di Mélenchon, il candidato socialista Benoit Amon si oppone contro la Russia, come in Medio Oriente e in Ucraina. Amon ritiene che essa "destabilizzi" i suoi vicini di casa, creando un pericolo "imperialista" con il quale è necessario confrontarsi. "Non capisco il motivo di compiacimento nei confronti di Vladimir Putin!" ha detto. Ma la storia della minaccia russa non porta vantaggio, e la valutazione del candidato di sinistra nei sondaggi è passata dal 14% al 9%.

"La Russia è la favorita"

Se la politica fosse governata da leggi matematiche, la somma degli di elettori che sostengono i candidati filo russi, permetterebbero al Cremlino di ottenere la maggioranza alle elezioni. Tuttavia, ci può essere un solo vincitore e, secondo i sondaggi alle elezioni presidenziali, il favorito è l'ex Ministro dell'economia presidenziale Emmanuel Macron, il quale ha ufficialmente sostenuto l'abolizione delle sanzioni anti-russe. In pratica però l'atteggiamento verso la Russia di Macron è complesso. È l'erede politico del presidente Hollande, che ha rifiutato di vendere Mosca le portaelicotteri "Mistral", e Macron ha tutti i mezzi per continuare la stessa linea politica.

Secondo il giornalista francese Olivier Vedran, residente in Ucraina, ha detto che Macron è il candidato ideale per Kiev. E anche se nei suoi discorsi ha preferito mai non toccare mai la questione ucraina, certamente intenderà continuare a considerare la Crimea ucraina.

Inoltre tra Macron e il Cremlino c'è una profonda frattura; infatti nella corrispondenza con Hillary Clinton, nel 2012, Macron definisce la Russia un paese che "non condivide i nostri valori". E se per Marine Le Pen Russia la Russia è Europa, per Macron la Russia è un paese collegato solo con la Siria e l'Iran.

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