01:00 18 Giugno 2019
SCO e Unione Economica Eurasiatica

Kazakhstan e Kirghizistan: perché i paesi della CSI passano all'alfabeto latino

© Sputnik . Vitaliy Belousov
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Il Kazakistan deve passare all'alfabeto latino entro il 2025. Questa proposta è stata avanzata al governo della Repubblica dal presidente del Kazakistan, Nursultan Nazarbayev, che ha incaricato il governo di elaborare, entro la fine del 2018, un piano relativo al progetto.

Di questo il capo di Stato del Kazakistan ha anche scritto in un articolo pubblicato sul portale del governo del paese.

La riforma, secondo gli osservatori, potrebbe causare una moltitudine di problemi sociali. In Kazakistan l'alfabeto cirillico si usa dal 1940. Secondo Nazarbayev, questa scelta aveva un carattere politico. Ora, ritiene il presidente del Kazakistan, per adattarsi alle moderne tecnologie di comunicazione, al paese è necessario l'alfabeto latino.

Dalla fine del 1920 fino al 1940, in Kazakistan è stato usato l'alfabeto yanalif, il nuovo alfabeto turco. Negli anni '40 i filologi sovietici hanno sviluppato l'alfabeto cirillico che in Kazakistan, è in uso ancora oggi. La versione latina dell'alfabeto kazako è in uso presso ristretti gruppi di kazaki, emigrati in Turchia e in alcuni paesi occidentali. Ora i filologi kazaki dovranno sviluppare un nuovo standard dell'alfabeto e della grafica kazaki. Dal prossimo anno il presidente del Kazakistan ha proposto di avviare la formazione di specialisti di caratteri latini e iniziare a scrivere libri di scuola.

Anche Bishkek è in procinto di seguire l'esempio di Astana. Il deputato del partito Ata Meken, Kanybek Imanaliev, in una riunione del parlamento del Kirghizistan, ha proposto di passare all'alfabeto latino, riporta il quotidiano "la Sera di Bishkek". Il parlamentare kirghiso ha detto che per passare dal cirillico al latino al momento mancano i fondi, ma è un processo da affrontare tra 15-20 anni: "Il cirillico fa parte del nostro patrimonio intellettuale, ne abbiamo beneficiato. Ma abbiamo bisogno di passare all'alfabeto latino tra il 2030 e 2040, è un requisito per lo sviluppo tecnologico".

Sottotesto politico

Per Nazarbayev questa transizione, da un lato, è il modo di convergere verso la Turchia e il suo popolo, per muoversi verso quella sfera di civiltà, dall'altro vuole costruire una forte distanza tra la cultura russa e quella kazaka, ritiene il politologo Leonid Krutakov: "I russi in Kazakistan non saranno penalizzati. E la Russia per il Kazakistan non sarà mai una minaccia. È solo un tentativo di tracciare una linea di spartiacque e eliminare una minaccia per il governo Kazakistan, in caso di crollo o di scenario da "primavera russa".

"Il Kazakistan non ha intenzione di iniziare un conflitto con la Russia. Il primo passaggio di transito del gas verso l'Europa è la KTK russa, la Caspian pipeline consortium, la seconda attraversa il Turkmenistan e Tagikistan. Per andare contro gli interessi russi, si deve possedere una frontiera con la Turchia e con l'Europa e non la possiedono" ha concluso l'analista.

Una scelta linguistica ingiustificabile

Secondo il ricercatore dell'Istituto di linguistica dell'accademia della Scienza russa Andrey Kibrik, la decisione di Astana non ha alcun senso pratico, la lingua funziona perfettamente con l'alfabeto cirillico.

"Questa decisione, linguisticamente, non è giustificabile. I vantaggi della grafica latina rispetto a quella cirillica mancano apriori. Questa è una proposta assolutamente politica, senza alcuna connotazione scientifica…Bisogna rendersi conto che la lingua e la scrittura sono due cose diverse. Se la gente è abituata in casa a parlare la lingua russa, la transizione del linguaggio all'alfabeto latino non pregiudica l'uso del russo direttamente, ma può ottenere un effetto di prospettiva, quando crescerà una generazione che non conoscerà i caratteri cirillici. L'ignoranza dell'alfabeto cirillico gli impedirà di scrivere in russo, anche se continueranno a parlarlo. Per esempio, non potranno leggere le scritte delle fermate nella propria lingua".

L'esperienza dei paesi post-sovietici

Già la Moldavia ha rifiutato l'alfabeto cirillico, ma lo hanno fatto anche paesi con lingue di origine turca, come Azerbaigian, Turkmenistan e Uzbekistan. I risultati sono stati diversi.

"L'Azerbaigian e l'Uzbekistan sono già passati attraverso questa transizione e si può valutare la loro esperienza. L'Azerbaigian si è adattato gradualmente, ma inizialmente, la gente guardava le nuove scritte senza capire nulla, non erano abituati. I cambiamenti sono avvenuti abbastanza radicalmente. In Uzbekistan c'è un'altra situazione: nominalmente il passaggio è stato effettuato, ma si continua ad usare il cirillico. Molti documenti continuano ad esistere con la variante cirillica".

In Azerbaigian il processo di transizione verso un nuovo alfabeto ha avuto abbastanza successo, è avvenuto con grandi investimenti finanziari e una strategia graduale. Contemporaneamente sono stati tradotti testi didattici nelle scuole materne, poi nelle scuole elementari e nelle università, in seguito all'alfabeto latino hanno fatto ricorso i media. Secondo le statistiche, in Azerbaigian adesso poco meno del 30% della popolazione colloquia in russo, non è quasi mai utilizzato nell'ambiente domestico e per la comunicazione quotidiana.

L'esperienza dell'Uzbekistan per gli esperti è stata un successo. La transizione tra i due alfabeti ha diviso due generazioni: per le persone più adulte è stato difficile adattarsi alle nuove regole di lettura, sono rimaste isolate dalle fonti di informazione, la generazione più giovane invece è stata meno disponibile a leggere libri in russo, pubblicati negli ultimi 60 anni.

Il cambiamento di mentalità

L'analista politico Alexander Asafov ritiene che il governo del Kazakistan prevede di ottenere bonus politici con il passaggio all'alfabeto latino, ma per la gente comune questo cambiamento porterà solo difficoltà.

"In tutti i paesi dell'ex URSS ci sono diverse distanze: culturali e linguistiche. Naturalmente, il passaggio alla grafica latina ha un sotto testo politico, questa transizione andrà incontro ad enormi difficoltà per i madrelingua. Questo sarà un cambiamento di mentalità della società. Il problema principale sarà la traduzione dei documenti. Oltre a questo, enormi problemi ci saranno per la formazione. Questo significherebbe riprogrammare l'istruzione e perdere gli specialisti kazaki di lingua russa, perdendo anche la loro capacità di integrazione con la formazione russa".

L'esperto ha ricordato l'esperienza della Polonia, dove il passaggio reale della popolazione ai caratteri latini è durato "un paio di secoli", i filologi hanno dovuto inventare nuove lettere, per adattare la nuova grafica alle caratteristiche fonetiche della lingua. L'abbandono del cirillico avrà come conseguenza la riduzione del ruolo della cultura e della lingua russa nella vita delle persone, nello spazio post-sovietico in realtà significa eliminare uno strato interculturale della società. Infatti, con l'abbandono del cirillico si elimina un riferimento storico culturale per un grandissimo numero di persone, ha detto l'esperto.

"Nei paesi post-sovietici la lingua russa è un metodo di interculturalità, di comunanza di lingue e culture. È così e rimarrà così finché l'inglese non sarà in grado di sostituirlo. Oggi quando si incontrano un estone e un kazako parlano russo".

In Unione Sovietica solo la Bielorussia ha scelto il russo come lingua di Stato. In Kirghizistan, Kazakistan e Ossezia del Sud è la lingua ufficiale, e in Moldavia, Tagikistan e in Ucraina è la lingua di comunicazione internazionale. In Georgia e Armenia lo status della lingua russa formalmente non è definito, ma in realtà è considerata lingua straniera.

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Tags:
lingua, lingua russa, Unione Economica Eurasiatica, CSI, Uzbekistan, Azerbaigian, URSS, Kazakistan, Turkmenistan, Moldavia, Kirghizistan, Russia
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