14:55 27 Aprile 2017
    Una trivella petrolifera in Venezuela

    DWN: i russi "congelano" il Venezuela con uno scenario ucraino

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    La situazione politica in Venezuela si sta scaldando e si rischia il default del paese, ma anche il cambiamento di governo, scrive il Deutsche Wirtschafts Nachrichten.

    Con questo scenario si può ripetere il destino dell'Ucraina, ritiene l'autore dell'articolo. La Russia non sarà in grado di impedire il colpo di Stato e le rimarrà solo la possibilità di "congelare" il conflitto, per gli USA sarà una spiacevole sorpresa, spiega il giornale. 

    Negli USA cresce la preoccupazione per gli eventi in Venezuela, anche considerando la possibilità di un intervento militare. Il capo del comando meridionale del Pentagono, l'ammiraglio Kurt Tidd, sostiene che il paese deve affrontare "una catastrofe umanitaria" e questo può richiedere "una risposta regionale". Tuttavia, è anche nominata la vera causa dei loro timori: il Venezuela mantiene stretti rapporti con la Russia, la Cina e l'Iran, che "minaccia gli interessi americani". A causa della situazione agli americani appaiono di nuovo le vecchie paure in tempi di crisi. "I russi possono improvvisamente strappare il primato agli americani. Per il governo USA sarà molto sgradevole per i conflitti in Ucraina e in Siria. Il presidente russo Vladimir Putin sarà in grado di utilizzare il Venezuela come un deposito, per ottenere dagli USA concessioni più importanti per la Russia, per esempio per l'Ucraina" spiega l'autore dell'articolo.

    La Russia è riuscita a stabilire con il Venezuela  stretti i rapporti economici, si continua a scrivere nell'articolo. A novembre 2016 la Rosneft ha fornito un prestito di 1,5 miliardi di dollari alla società petrolifera di stato, la Petróleos de Venezuela. I russi hanno fornito un prestito, anche se già allora c'era il rischio che il Venezuela diventasse insolvente cioè non in grado di rimborsare il debito, spiega l'autore. Ma al Venezuela Putin ha fatto un'offerta che non poteva rifiutare, scrive il DWN. In Venezuela ci sono tre raffinerie degli USA e anche un hub di gasdotti e terminali interconnessi. Il  gruppo venezuelano ha proposto a quello russo il 49,5% delle azioni della società americana Citgo Petroleum come garanzia se l'impresa non fosse stata in grado di pagare i propri debiti. Si scopre che in caso di default del Venezuela, Mosca avrà maggiore controllo dei prezzi di petrolio e gas in tutto il mondo, questo metterebbe a repentaglio la sicurezza energetica, ma anche i piani geopolitici americani e di questo ha paura Washington. 

    Nel frattempo la situazione politica in Venezuela si sta scaldando, continua l'autore. Nel paese cominciano le proteste di massa. L'opposizione richiede elezioni e accusa il presidente Nicolas Maduro per il frangente politico e la crisi economica. L'inflazione nel paese ha raggiunto il 700%, il valore più alto del mondo. Il FMI prevede una riduzione del PIL del 7,4%. L'inflazione potrebbe raggiungere il 720% quest'anno, mentre nel 2018 il 2000%. In queste condizioni Mosca non conta sul pagamento del debito, osserva l'autore. "Con questa situazione i russi hanno in mente l'Ucraina. Lì non sono riusciti a impedire il cambiamento di governo, ma hanno "congelato" il conflitto. Si può supporre che questo accada in Venezuela, e per gli USA diventerà una nuova esperienza, perché capita proprio nel loro cortile" conclude l'autore. 

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