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    La portaerei Carl Vinson (CVN 70)

    Dove vanno in realtà le navi di Trump?

    © REUTERS/ U.S. Navy
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    Mentre le tensioni sono aumentate nella penisola coreana, l'ammiraglio Harry Harris ha detto che la portaerei "Carl Vinson" ha ricevuto un ordine di allontanarsi dalla costa di Singapore e fare rotta a nord.

    L'11 aprile il Ministro della difesa Jim Mattis ha dichiarato ai giornalisti che la portaerei "Carl Vinson" si dirige verso la Corea.

    Il 12 aprile il Presidente Trump, in un'intervista con il canale televisivo Fox Business Network, ha confermato l'invio delle navi con seguente dichiarazione: "Invieremo un'armata molto potente".

    I media americani si sono attivati, e il 14 aprile Fox Business Network riferisce che la flotta "mantiene la rotta" verso le coste della Corea del Nord.

    Tuttavia, a giudicare dalle foto, diffuse dalla Marina degli Stati Uniti, non è così.

    Presidente Trump ha confermato l'invio delle navi con seguente dichiarazione: Invieremo un'armata molto potente.
    © Sputnik. Vitaly Podvitsky

    Così nelle foto, pubblicate dalla marina, sabato 15 aprile, la portaerei si trovava nelle acque dello stretto di Sonda tra le isole indonesiane di Sumatra e di Giava. A giudicare dalle foto, più tardi, quello stesso giorno, la portaerei è giunta nell'oceano Indiano.

    In altre parole, nello stesso giorno in cui il mondo intero guardava con paura la grande parata militare organizzata in Corea del Nord in onore dell'anniversario della nascita del fondatore del paese, Kim Il Sung, e i media avevano parlato di un attacco preventivo USA, il comando della marina degli Stati Uniti ha inviato la portaerei "Carl Vinson", scortata da un gruppo di due cacciatorpedinieri e incrociatori missilstici, completamente in un'altra direzione: a 4800 chilometri a sud-ovest della penisola Coreana e a più di 800 chilometri a sud-est di Singapore.

    Alla richiesta di commentare la situazione, i rappresentanti del Comando del Pacifico e della flotta del Pacifico tacciono. Il 17 aprile, il portavoce della flotta del Pacifico degli Stati Uniti, il capitano di secondo grado Clayton Doss ha detto solo che la "portaerei Carl Vinson" e la sua scorta "dovrebbero essere nelle acque del Pacifico occidentale". Egli ha rifiutato di specificare una più esatta posizione dei veicoli, dicendo solo ciò che non si trovano nelle acque al largo delle coste della Corea del Sud o del Giappone.

    Cai Jian, esperto del Centro di studi coreani della Fudan University di Shanghai, ritiene che tutto questo sia una "guerra psicologica o un bluff" facenti parte di una complessa performance messa in scena dagli Stati Uniti.

    "Al culmine del confronto la guerra psicologica ha un valore molto grande", dice.

    Secondo Ross Babbage, ricercatore capo presso il Centro strategiche e valutazioni di bilancio, questa mossa dovrebbe essere considerata un "avvertimento militare".

    "È più di un bluff. Bleffare significa non avere serie intenzioni. E l'attuale amministrazione degli Stati Uniti, da quanto ho capito, non scherza e agisce molto sul serio. I tentativi di convincere la Corea del Nord ad abbandonare l'idea di costruire armi nucleari vengono già compiuti da 40 anni", dice Babbage.

    Forse l'amministrazione Trump ha deciso di dare un po' di tempo alla Cina così da fare pressione sulla Corea del Nord.

    "Sapevate che il leader della Corea del Nord ancora una volta ha cercato, sconsideratamente, di organizzare una sorta di provocazione lanciando un missile", ha detto il capo della Difesa degli Stati Uniti Jim Mattis martedì nel suo viaggio verso Riyadh. "Questo spiega il motivo per cui ora ci troviamo, dopo un incontro a Mar-a-Lago, a lavorare a stretto contatto con i cinesi".

    Sul fatto che la portaerei "Carl Vinson" abbia fatto rotta verso la Corea, i media lo hanno riferito come certezza. Anche se da qualche parte sono apparse le informazioni che, forse, la nave non navigherà così velocemente come suggeriscono molti.

    Così l'11 aprile la gazzetta dell'Istituto della marina militare ha riferito che la portaerei ha annullato gli scali nei porti dell'Australia, tuttavia, non è stata annullata la partecipazione alle esercitazioni per accelerare la navigazione verso la penisola Coreana. Probabilmente avrebbe bisogno di un'altra settimana per entrare nelle acque al largo della costa della Corea.

    Proprio questo dettaglio è stato dimenticato sullo sfondo dei messaggi sensazionalistici "di guerra". È possibile che la flotta ora in realtà stia navigando verso nord.

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