00:39 09 Maggio 2021
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Dopo il referendum costituzionale, la Turchia intensificherà la sua ingerenza negli affari interni dell’Iraq e della Siria, ritiene il direttore dell’Istituto di ricerche sociali e politiche della regione del mar Caspio e mar Nero, e ricercatore senior dell’Istituto di relazioni internazionali Primakov, Victor Nadein-Rajewski.

Il referendum costituzionale in Turchia, che prevede una transizione da una forma di governo parlamentare a presidenziale, è terminato sancendo la vittoria dei suoi sostenitori con un piccolo margine.  Secondo i dati preliminari, i sostenitori sono stati il 51,2% dei votanti, 1,25 milioni di voti in più rispetto agli oppositori alla riforma costituzionale. I cambiamenti costituzionali erano già stati approvati dal parlamento turco e firmati dal presidente Tayyip Erdogan.

Secondo l'esperto ai confini della Turchia adesso Erdogan agirà con uno spirito di espansionismo, cercando di rafforzare i rapporti con gli stati islamici del Medio Oriente. "Facendo leva sul voto nazionale incrementerà l'ingerenza turca negli affari interni dell'Iraq e della Siria" ha detto Nadein-Rajewski nel corso di un meeting a MIA "Rossija Segodnya".

Allo stesso tempo all'interno del paese "non ci saranno più oppositori né per Erdogan che per l'islamizzazione" sostiene Nadein-Rajewski. "C'è d'aspettarsi che l'islamizzazione del paese procederà abbastanza bruscamente" ha detto lui. Secondo l'esperto in Turchia potrebbe sopraggiungere un "mix di islamismo e nazionalismo".

ll pacchetto di riforme dei 18 articoli della Costituzione della Turchia vede  il presidente a capo sistema governativo con il potere di nominare vice-presidenti, ministri e alti funzionari. La carica di primo ministro sarà abolita. Le decisioni per l'assegnamento, lo scioglimento dei poteri, delle cariche e della struttura dei ministeri saranno determinate dai decreti del presidente. Il presidente avrà il potere di annunciare lo stato di emergenza, mentre le sue decisioni in questo caso verrebbero confermate dal parlamento. Il capo dello stato sarà in grado di emettere altri decreti aventi valenza di legge, che potranno entrare in vigore senza previa approvazione del parlamento, ma che potranno essere annullati successivamente, se i legislatori li rifiuteranno.

Il presidente potrà lasciare il proprio partito come previsto dalla costituzione attuale. Viene accresciuto il numero dei deputati in parlamento: da 550 a 600. La soglia di età per i candidati per le cariche elettive è stata ridotta da 25 a 18 anni. La decisione di ripetere le elezioni potrà essere presa sia dal parlamento che dal presidente. Le elezioni degli organi legislativi ed esecutivi delle autorità si svolgeranno in un solo giorno. Il parlamento e il presidente saranno eletti per cinque anni, e il capo dello stato sarà in grado di ricoprire il proprio incarico per non più di due mandati consecutivi. Nel caso di approvazione degli emendamenti al referendum, le prossime elezioni del presidente e del parlamento si svolgeranno in un solo giorno: il 3 novembre 2019, dopo che la riforma sul sistema presidenziale entrerà in vigore.

 

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referendum, Riforme, Governo, Costituzione, Riforma costituzionale, governo, Referendum, governo, Recep Erdogan, Turchia
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