23:22 24 Settembre 2017
Roma+ 13°C
Mosca+ 10°C
    Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov

    Siria, Mosca respinge accusa di nascondere le colpe di Damasco in attacco chimico

    © Sputnik. Sergey Guneev
    Mondo
    URL abbreviato
    9699171

    Mosca respinge qualsiasi accusa sul fatto che la Russia stia cercando di nascondere il presunto coinvolgimento di Damasco nell’attacco chimico a Idlib del 4 aprile. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

    "Ci tengo a ricordare che l'unico paese che ha immediatamente chiesto un'indagine internazionale imparziale sull'uso di agenti chimici a Idlib è stata la Federazione Russa. E proprio la Federazione Russa si è appellata a tutti affinché si concordi il più presto possibile lo svolgimento di tale indagine", ha detto Peskov commentando le accuse della Casa Bianca.

    Gli Stati Uniti e molti paesi occidentali hanno condannato le autorità di Damasco come responsabili dell'attacco chimico avvenuto il 4 aprile nella provincia di Idlib e che ha fatto una strage di civili. La Russia, alleato della Siria, non ha mai dato credito a questa tesi sostenendo che non ci siano prove che la confermino. Il 7 aprile la US Navy ha bombardato con una pioggi di missili Tomahawk la base militare siriana di Shayrat, nella provincia di Idlib, da dove si crede sia stato lanciato l'attacco con armi chimiche. Damasco ha bollato l'attacco come aggressione e attraverso il ministro degli Esteri Walid Muallem ha fatto sapere che le forze governative non hanno mai usato armi chimiche contro civili o guerriglieri, né intendono farlo.

     

    Correlati:

    Attacco chimico in Siria, Mosca conferma sua tesi: colpito deposito chimico dei terroristi
    Media: May diffida di Johnson per i negoziati sulla Siria con Lavrov
    Stato Maggiore annuncia che guerriglieri stanno preparando nuovi attacchi chimici in Siria
    Tags:
    insabbiamento, attacco, accuse, Armi chimiche, Situazione in Siria, Cremlino, Dmitry Peskov, Siria, Russia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik