16:52 06 Dicembre 2019
Città di Idlib, Siria

Attacco chimico ad Idlib: indagine appena iniziata ma Occidente ha già trovato i colpevoli

© REUTERS / Ammar Abdullah
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Continua a guadagnare slancio e ad accendere dibattiti la situazione relativa all'attacco chimico nel centro di Khan Shaykhun della provincia siriana di Idlib.

Anche se non è chiaro esattamente quello che è successo, se si tratta di un attacco chimico dall'aria o dell'esplosione di un deposito di armi chimiche, alcuni Paesi non hanno esitato a dare la colpa dell'accaduto alle autorità siriane.

Damasco respinge queste accuse, accusando a sua volta i ribelli islamisti. Le Nazioni Unite e l'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC, acronimo inglese OPCW) ha avviato un'indagine. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà oggi in una sessione straordinaria.

Le informazioni si quanto accaduto a Khan Shaykhun divergono. Le forze di opposizione e alcune potenze occidentali sostengono che si è trattato di un attacco chimico dall'aria. Le autorità statunitensi, come riportato dalla Reuters con riferimento ad una fonte, sono convinte che sia stato usato il gas sarin nell'attacco.

Il ministero della Difesa russo ha un'altra versione di quello che è successo nella prpvincia di Idlib: il portavoce ufficiale del dicastero militare russo, il generale Igor Konashenkov, sostiene che in un raid dell'aviazione siriana sia stato colpito un deposito contenente attrezzature militari dei terroristi.

Nella struttura si trovavano granate con sostanze chimiche tossiche, ovvero armi chimiche che erano arrivati ai terroristi dall'Iraq.

Il portavoce del ministero della Difesa russo ha specificato che i terroristi hanno usato munizioni simili ad Aleppo.

I fatti verranno discussi anche dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Nella giornata di ieri Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno preparato una bozza di risoluzione che condanna l'attacco con armi chimiche ad Idlib.

Gli autori della bozza vogliono una missione congiunta tra Nazioni Unite e OPAC con accesso illimitato alle basi aeree dell'esercito siriano, i nomi dei comandanti delle unità di elicotteri, così come i registri di volo delle operazioni delle forze governative.

A Mosca questa bozza di risoluzione è stata definita inaccettabile.

Come affermato dalla rappresentante ufficiale del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, il difetto fondamentale di questo documento sta nel fatto che "anticipa i risultati delle indagini e di fatto indica i colpevoli a priori", ovvero le autorità siriane.

Nonostante l'indagine sia appena iniziata e non ci siano conclusioni oggettive, in Occidente e nei Paesi alleati in Medio Oriente sono già stati trovati i colpevoli. Il capo della diplomazia britannica Boris Johnson ha sostenuto di avere le "prove" secondo cui dietro l'attacco chimico ci sarebbe la mano del presidente siriano Bashar Assad. Inoltre, secondo Johnson, Damasco è pienamente consapevole di quello che è accaduto.

A sua volta il presidente francese Francois Hollande ha testualmente dichiarato che questo crimine è stato compiuto dal governo siriano. "Il regime siriano continua ad usare le armi chimiche in chiara violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2118-2209", ha commentato il ministero degli Esteri della Turchia.

Anche a Washington non si sono astenute dalle sentenze a priori.

"Al momento continuiamo a monitorare questa terribile situazione, comunque è ovvio che è stato Bashar Assad con questo atto barbaro e brutale. Quelli che lo sostengono, compresa la Russia e l'Iran, non devono illudersi su Assad e sulle sue intenzioni," — ha dichiarato il segretario di Stato Rex Tillerson.

Damasco a sua volta ha respinto le accuse puntando il dito contro i ribelli islamisti e i loro sostenitori occidentali. Una fonte nell'esercito siriano ha dichiarato a Sputnik che le forze armate di Damasco non hanno armi chimiche e le accuse dell'opposizione possono essere parte di una campagna propagandistica.

Gli analisti interpellati da Sputnik vedono nelle discussioni sull'attacco chimico di Idlib un'altra campagna per screditare la leadership siriana davanti l'opinione pubblica mondiale.

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Tags:
Politica Internazionale, Occidente, Armi chimiche, crisi in Siria, Esercito della Siria, Consiglio di Sicurezza ONU, Bashar al-Assad, Idlib, Siria, Russia
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