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    L'Alaska sarebbe stata più sviluppata se la Russia non l’avesse venduta agli USA

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    L’Alaska oggi sarebbe una regione più sviluppata se non Mosca non l’avesse venduta agli USA alla fine del XIX secolo. Lo ha dichiarato a RIA Novosti il consigliere per le politiche artiche dello stato dell’Alaska Craig Fleener.

    "La questione può essere esaminata da due punti di vista: per esempio dal punto di vista della sicurezza nazionale. Se la Russia avesse visto nell'Alaska una regione strategica… per la sua posizione geografica e la vicinanza al Canada e agli Stati Uniti, possibilmente, avrebbero sviluppato l'Alaska dal punto di vista della garanzia della sicurezza nazionale. E ciò avrebbe portato allo sviluppo delle risorse naturali, del petrolio, del gas. Quindi dal punto di vista della sicurezza nazionale sarebbe stata più sviluppata", ha detto Fleener.

    Il politico statunitense ha però sottolineato che non c'è alcuna possibilità che l'Alaska possa essere rivenduta alla Russia.

    "Non credo che gli Stati Uniti lo permetterebbero. E non penso che gli abitanti dell'Alaska sarebbero d'accordo. Ma rispettiamo la comunità russa presnete in Alaska… Vogliamo essere in buoni e saldi rapporti con la Russia", ha aggiunto Fleener.

    L'Alaska è stata venduta agli Stati Uniti nel marzo 1867 dall'imperatore Alessandro II per 200.000 dollari in oro.

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    Tags:
    Dichiarazione, Parere personale, sicurezza nazionale, sviluppo, Petrolio, Alaska, USA, Russia
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