16:46 13 Novembre 2019
Ankara, Turchia

Esperto: nessun paese ha tanti problemi con alleati e vicini come la Turchia

© flickr.com/ Jorge Franganillo
Mondo
URL abbreviato
282
Seguici su

Mentre si avvicina la data del referendum in Turchia, crisi e tensioni in politica estera influenzano sempre più la politica interna. La crescente preoccupazione della società turca provoca crescente tensione nelle relazioni della Turchia con i suoi alleati e i vicini nella regione.

In un'intervista a Sputnik il politologo turco Ilhan Uzgel ha affermato che è difficile trovare un paese con così tanti problemi nei rapporti con i suoi vicini e con gli alleati, come la Turchia.

Secondo l'esperto sono due le cause di questo problema: "La prima è legata agli errori politici; l'altra ai problemi strutturali. Ci sono crisi che nascono dalla politica sbagliata del governo e ci sono quelle create artificialmente modellati sui conflitti di politica interna, come nelle relazioni della Turchia con i Paesi Bassi, l'Austria e la Germania".

Il politologo sottolinea che, nonostante la tensione tra Ankara e l'Unione Europea, la situazione non può essere ricondotta a una crisi.

"Nel processo di preparazione del referendum, il partito al governo non è riuscito a creare un nemico all'interno del paese, così come l'opposizione non ha dimostrato la dura reazione che ci si aspettava. Di conseguenza c'era la necessità di trovare il nemico al di fuori del paese e il governo turco ha scelto come bersaglio l'Austria e i Paesi Bassi. Molto probabilmente il clima di tensione sarà mantenuto almeno fino al giorno del referendum, in quanto le autorità turche sperano che questa situazione possa dare loro vantaggi in politica interna", spiega Uzgel.

L'esperto riconosce che l'attuale situzione della Turchia in politica estera è deleteria. Le pessime relazioni con Israele, Egitto, Siria, Iran, Iraq, Grevia e Bulgaria pesano anche sugli introiti dello stato.

"Questa situazione non può durare a lungo. Non si può essere in conflitto con paesi significativi e strategicamente importanti. Questa situazione colpisce il turismo, gli investimenti e il commercio estero. Far fronte alle conseguenze di tutto questo sarà molto difficile", evidenzia il politologo.

Secondo Uzgel, è inconcepibile che la Turchia possa diventare uno stato canaglia.

"Spero che questo non accada. Il termine ‘stato canaglia' è più consono agli stati che non sono integrati nel sistema dei paesi occidentali. La Turchia fa ancora parte del sistema occidentale, non ha lasciato il Consiglio d'Europa, rimane membro della NATO. Tuttavia, se dopo il referendum del 16 aprile, come ha detto il presidente, la Turchia abbandonerà il Consiglio d'Europa e la comunità internazionale, la percezione del paese sulla scena internazionale inizierà gradualmente a crescere. E questo potrebbe portare conseguenze molto negative per la Turchia, soprattutto economiche", spiega l'esperto.

Correlati:

Ambasciatore di Cipro in Russia rivela conseguenze dell'escalation tra Turchia e UE
Erdogan valuta referendum sulla legittimità del corso europeista della Turchia
Turchia allarmata da foto nei social network di soldati russi con i curdi in Siria
Tags:
politica interna, Conseguenze, Referendum, politica estera, crisi, tensione, Economia, Turchia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik