08:02 09 Dicembre 2019
La bandiera finlandese

Yle: il flusso di rifugiati non è riuscito a rovinare i rapporti russo-finlandesi

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L'ex ambasciatore della Finlandia a Mosca, René Nyberg ritiene che la questione del flusso rifugiati, dalla Russia verso la Finlandia, sia finalmente risolta e non ha danneggiato la relazione tra Paesi.

Lo scrive il giornale svedese Yle. In Finlandia tuttavia ritengono che questo problema non si è verificato all'insaputa delle autorità russe. L'autunno 2015 e l'inverno 2016 a a Raja-Jooseppi non sono stati i soliti: attraverso il checkpoint, numerosi rifugiati sono entrati in Europa. Nessuno si aspettava un loro passaggio attraverso la Russia, in particolare attraverso i checkpoint settentrionali, si legge su Yle.

In precedenza, i rifugiati hanno cercato di entrare in Europa attraverso la Norvegia, ma quando, via Russia, sono arrivati cinquemila profughi, la Norvegia ha chiuso il confine, per questo in seguito i rifugiati hanno ripiegato sulla Finlandia, scrive il giornale. 

Di conseguenza per la Finlandia la situazione non è stata facile. La polizia di frontiera finlandese collabora da sempre con i colleghi russi. Durante la sua visita in Russia, parlando di migrazione, il capo del Ministero degli Interni finlandese Paivi Nerg, ha riferito che la Russia non può impedire alle persone di lasciare il paese. Questa risposta non era stata concordata in precedenza, si legge nell'articolo. "Ci hanno riferito di un'attività criminale, di contrabbandieri che fanno attraversare il confine per soldi" ha detto Nerg. L'ex ambasciatore finlandese a Mosca, René Nyberg, ha detto che, considerando che dalla fine del 1950 la collaborazione tra i servizi di frontiera russi e finlandesi è di "primo livello", le autorità russe erano a conoscenza di quanto stava accadendo. "Al confine non accade nulla senza il consenso delle forze russe, il servizio fa parte del FSB" ha detto Nyberg.

L'ex ambasciatore non è sicuro dei motivi per cui la Russia abbia chiuso un occhio sul problema, ma una causa possibile può essere stata il desiderio della Russia di mostrare che, se necessario, è in grado di creare alla Finlandia gravi difficoltà. In Norvegia ritengono, pertanto, che la Russia ha condotto una guerra ibrida, scrive Yle. "Secondo la polizia e i servizi di frontiera, l'arrivo di profughi in Finlandia attraverso la Russia è dovuto ad organizzazioni criminali, ma non ci sono prove sia stato coinvolto il servizio di sicurezza" ha detto Nerg.

Il vice capo della guardia di frontiera, il generale maggiore Iikka Laitinen, ritiene che la ragione dell'interruzione del flusso di rifugiati in Finlandia è evidente: "E' finito il 26 febbraio, quando il presidente russo ha detto che le autorità statali devono combattere la criminalità organizzata, che promuove la migrazione illegale". Rapidamente diffusasi la notizia, i contrabbandieri hanno cercato nuove rotte in Europa. La situazione si è stabilizzata e nel marzo 2016 la Finlandia e la Russia hanno firmato un accordo che limita il passaggio attraverso il punto di frontiera a Raja-Jooseppi. 

"Questi incidenti di frontiera non hanno influito sul rapporto tra Russia e Finlandia" ha detto René Nyberg.

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Tags:
Migranti, Frontiere, migrazione, Finlandia
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