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    Flotta del Pacifico

    Perché la Francia intensifica la sua presenza militare nel Pacifico?

    © Sputnik. Vitaliy Ankov
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    La Francia intende inviare la portaelicotteri Mistral per esercitazioni congiunte con la partecipazione del Giappone e degli USA nella zona dell'isola di Tinian, nell'Oceano Pacifico.

    Il carattere multinazionale delle esercitazioni è sottolineato anche dal fatto che sulla nave di base ci saranno anche due elicotteri britannici. La nave procederà attraverso il Mar Cinese meridionale per le esercitazioni. L'esperto militare russo Vasilij Kashin ha detto a Sputnik:

    "Ultimamente i funzionari francesi hanno dichiarato l'intenzione di intensificare la loro presenza in questa zona, per mantenere la libertà di navigazione nel Mar Cinese meridionale. Questo è un altro esempio classico di comportamento dell'Unione: dimostrare il loro coinvolgimento nei problemi del mondo, non supportato da nessuna reale capacità. Il Mistral è il mezzo migliore che può guidare ora in queste acque l'Unione Europea. Le due potenze europee navali sono Regno Unito e Francia, la prima non dispone di una portaerei. La Francia ha una portaerei, la Charles de Gaulle, che, dopo una lunga campagna militare in Medio Oriente, è in riparazione da febbraio 2017 e ci starà per un anno e mezzo. 

    Nel caso in cui l'avversario sia un paese piccolo, senza  grande capacità di combattimento di aviazione e marina, la Mistral è una preziosa nave di battaglia. Ma se il presunto nemico è la Cina, l'uso del Mistral può concludersi in disastro, risultando indifendibile. Mistral è progettata per i conflitti a bassa intensità e ha una bassa sopravvivenza. In teoria avrebbe potuto essere utile nella guerra del Pacifico come supporto di elicotteri anti-sommergibile. Ma rispetto agli enormi e perfettamente armati cacciatorpediniere giapponesi, come la Izumo, il suo valore è molto basso. Le dispute territoriali e i conflitti tra potenze asiatiche sono complessi e a volte sembrano quasi irrisolvibili. 

    Chi non ne prende parte, ringrazi il destino e possibilmente si tenga alla larga. Perché l'Unione Europea vuole partecipare ai conflitti dell'Oceano Pacifico? Per due ragioni. La prima è per dimostrare la sua importanza sullo sfondo dei fallimenti della politica estera europea. La seconda è la speranza che la partecipazione nella politica americana di contenimento della Cina, avrà un impatto positivo sulla collaborazione degli USA in materia di sicurezza. Per questo l'Europa va incontro a notevoli costi connessi alla partecipazione di attività militari ai confini del mondo. 

    La metà del numero totale dei nuovi caccia francesi Rafale sono stati tecnicamente integrati all'inizio del 2017. Hanno prontezza al combattimento la metà dei sottomarini nucleari multiuso di tipo Rubis. La marina britannica, probabilmente, dal 2018 rimarrà senza missili antinave, poiché i vecchi verranno dichiarati in disuso e per i nuovi non ci sono soldi.La capacità degli europei non è sufficiente per garantire la loro sicurezza stessa, mentre gli europei spendono ingenti risorse per garantire la propria presenza militare nel Pacifico, nella speranza che questo permetterà di esigere dagli Stati Uniti una qualche risposta per i loro servizi. Gli USA chiedono all'Europa di investire nella Difesa nella speranza di liberarsi della loro presenza in Europa. In questa guerra l'impotenza dell'Europa, tenendo presente l'importanza dell'Unione Europea come partner americano, significa un peggioramento della situazione in Europa Orientale, dove gli americani saranno costretti a concentrare tutto il loro potere nella regione a danno dei loro obblighi in altre parti del mondo.

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    nave lanciamissili, nave, Navi NATO, Navi Mistral, navi, Esercito, USA, Europa, Oceano Pacifico
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