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    Serbia non vuole diventare membro della NATO che ha devastato il Paese

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    La Serbia non aspirerà mai a diventare parte della NATO, che ha distrutto brutalmente il paese, uccidendo cittadini serbi, ha detto il premier Aleksandar Vucic in occasione dell'anniversario del bombardamento della Jugoslavia ( ora Serbia e Montenegro) nel 1999 da parte dell'Alleanza Atlantica.

    La manifestazione, che ha visto la partecipazione del capo del governo della Serbia e il presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina Milorad Dodik, a sud della Serbia, a Gredlica, si è svolta dove gli F-15E il 12 aprile 1999 hanno sganciato quattro razzi sui vagoni passeggeri di un treno. Il numero esatto delle vittime non è ancora stato accertato, sul posto sono stati trovati nove corpi e resti di cadaveri di altri quattro morti. Un palco per gli oratori venerdì è stato installato proprio accanto al luogo distrutto dal raid e al ponte della ferrovia ricostruito dopo i tragici eventi.

    "Per tre sanguinosi mesi sulla Serbia, che si estende per 88 mila chilometri quadrati, sono caduti oltre 50 mila missili, quasi un razzo per ogni chilometro quadrato. Per 78 giorni in Serbia,  su una popolazione di 7 milioni di persone, sono stati sganciati 22 milioni di chili di bombe, tre chili per ognuno di noi" ha ricordato Vucic alla televisione nazionale RTS.

    "Per questo ci sono voluti 1150 aerei e oltre 30 mila ore di volo. Secondo i calcoli hanno speso tanti soldi, quanto tempo necessari per seppellire 80 milioni di persone, dieci volte più di quanti siamo noi in Serbia. Sono stati funerali costosi" ha sottolineato Vucic. Il capo del governo della Serbia ha detto che i danni che ha subito la Repubblica sono stimati dai 30 ai 100 miliardi di dollari, e secondo molti, le conseguenze sono state più significative rispetto a quelle della Seconda guerra Mondiale.

    "Ma abbiamo perso qualcosa di più prezioso, che nessuno dovrebbe prendere all'altro, hanno portato via vite umane. Oltre duemila civili e quasi un migliaio di soldati e poliziotti, abbiamo perso in tre mesi di bombardamenti e uccisioni, Mark Simic, che aveva due anni, Miliz Rachic, di tre anni, Boia Toshevic, di 10 mesi, il quindicenne Sasha Milenkovic, insieme ad altri 79 bambini" ha detto Vucic. L'aggressione della NATO alla Jugoslavia, composta allora da Serbia e Montenegro, è stata una delle più violente nella storia moderna. Secondo il premier  "19 paesi hanno voluto dimostrare che sono più forti, più ricchi e meglio armati" della piccola Serbia.

    "La Repubblica di Serbia non si sforzerà per diventare parte dell'Alleanza, che così brutalmente ha rovinato la nostra terra e ucciso i nostri figli, e di nessun'altra alleanza. Vogliamo solo essere indipendenti, vivere in pace, e non meno importante, mantenere la nostra libertà. E a nessuno permetteremo ancora di attentare alla libertà dello spirito del nostro popolo" ha sottolineato il primo ministro.

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    Tags:
    Difesa, Dichiarazione, dichiarazione, Alexander Vucic, Serbia
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