15:09 29 Marzo 2017
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    L'esperto: i lavoratori migranti portano in Ucraina più soldi dei prestiti del FMI

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    L'esperto ha osservato che le quote del Fondo non stanno attraendo investimenti.

    L'Ucraina ha bisogno di smettere di chiedere prestiti al Fondo Monetario Internazionale, ha detto l'economista Aleksandr Okhrimenko, riporta NewsOne. Secondo l'esperto, il vero profitto per l'Ucraina deriva dai lavoratori stranieri. "I lavoratori migranti ufficialmente hanno immesso liquidità per 7 miliardi di dollari nel 2016, ma ufficiosamente sono 12 miliardi di dollari" ha detto Okhrimenko. Rispetto a queste cifre, i prestiti di denaro del Fondo Monetario sono "centesimi", ha detto l'esperto, per cui non vale la pena, per l'Ucraina, mettersi in ginocchio con il Fondo.

    L'economista ha sottolineato che le quote del Fondo non attraggono investimenti: "Dal 2014 usufruiamo di prestiti dal Fondo Monetario Internazionale, ma dove sono gli investitori? Personalmente non ne vedo, e anche le statistiche non li vedono".

    Secondo gli esperti, i prestiti del Fondo Monetario Internazionale servono non tanto per la crescita dell'economia, quanto per gli obiettivi politici del governo di Kiev. Okhrimenko ritiene che se il Fondo Monetario Internazionale non dovesse fornire il prestito successivo, i politici ucraini "già immaginano le conseguenze, perché non saranno in grado di andare sul palco e vantarsi dell'ennesimo prestito". Il Consiglio di amministrazione del FMI ha annullato la riunione riguardante la prossima tranche di aiuti finanziari all'Ucraina. Non è stata stabilita la data per un nuovo incontro. 

    Il programma quadriennale del FMI prevede di fornire a Kiev crediti per un totale di 17,5 miliardi di dollari. Nel periodo da marzo 2015 a settembre 2016, l'Ucraina ha ricevuto tre tranche di prestiti per un valore di circa 7,7 miliardi di dollari. Petro Poroshenko sperava in una nuova tranche con un importo pari a un 1 miliardo di dollari alla fine di marzo. 

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    Prestiti, migranti, FMI, Ucraina
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      msan.mr
      I lavoratori immigrati non risollevano le economie di nessun paese europeo, ma sono soltanto esborsi per le comunità interessate e profitti per gli speculatori.

      Quindi, non diciamo sciocchezze.

      È evidente ancora una volta e sempre più pressante in tutta l'Europa, la propaganda mediatica del melting-pot e dell'integrazionismo immigrazionista nel vecchio continente, di matrice ideo-Kalergiana.

      L'Ucraina è sempre più immersa in una crisi profonda che nessun afflusso lavorativo può sanare, non essendovi proprio i presupposti di un progetto economico che una scellerata classe parapolitica, da piazza Maidam in poi, ha trasformato in una industria dell'opportunismo militaristico e russofobico, che allontana sempre più il paese da una idea di sana priduttività e di convivenza politica con l'Europa.

      L'Ucraina è mantenuta dall'economia virtuale della Finanza mondialista e massonico-deviata perchè non spenga i fuochi della destabilizzazione sul fianco della Russia, ma con il permanere di tali atteggiamenti e delle politiche altrettanto russofobiche nel resto dell'Europa, si allontanerà sempre più un obiettivo di crescita, finora neppure all'orizzonte. Altro che immigrati!!!
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