03:10 25 Maggio 2017
    John McCain

    National Interest: il pericoloso precedente che ha creato McCain "per la Russia"

    © AFP 2017/ BRENDAN SMIALOWSKI
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    Il senatore John McCain, accusando il collega di lavorare per Vladimir Putin, ha creato un pericoloso precedente, andando oltre la guerra fredda, ha scritto sul The National Interest il giornalista Daniel McCarthy.

    Si tratta di una proposta di voto di McCain per la questione di una possibile adesione del Montenegro alla NATO a cui il senatore dell'Arizona ha risposto che chiunque si opporrà a questa iniziativa "vorrà favorire  gli obiettivi di Vladimir Putin". Il senatore del Kentucky Rand Paul ha bloccato l'iniziativa e McCain subito lo ha accusato di lavorare per Mosca. Paul ha abbandonato l'aula e in seguito ha pubblicato una dichiarazione che spiega la sua posizione.

    "Attualmente, gli USA mantengono le loro truppe in decine di paesi, conducono operazioni militari in Iraq, Siria, Libia e Yemen, di tanto in tanto effettuano attacchi con droni in Pakistan. Inoltre, devono difendere i 28 paesi della NATO. E' irragionevole ampliare gli obblighi economici e militari, tenendo conto del debito pubblico americano, pari a 20 miliardi di dollari" ha scritto Paul.

    Secondo l'autore dell'articolo, il politico non lavora per Putin. "Lui è un patriota, che lavora per i cittadini americani, che lo hanno eletto senatore. Si può essere d'accordo o non essere d'accordo con le sue opinioni, che non ha mai nascosto e in cui non c'è nulla di sorprendente per i suoi elettori o in generale per tutti coloro che hanno seguito la carriera di Paul, ma non dobbiamo mettere in discussione la sua lealtà" scrive McCarthy.

    L'autore ha osservato che anche il suo omonimo, il senatore Joseph McCarthy, dedito alla "caccia alle streghe", che vedeva comunisti ovunque, non aveva raggiunto il livello di McCain, che lo ha superato. Tuttavia, screditare gli avversari accusandoli di avere legami con Mosca è il trend di questa stagione, scrive il giornalista e gli attacchi di McCain dimostrano che anche dopo l'indagine sul possibile impatto della Russia sul processo elettorale americano, le acque non si sono calmate. 

    I democratici e la maggior parte dei media non hanno accettato il "verdetto" e hanno concluso che sospetto e prova di colpa siano la stessa cosa, dice l'autore. "Per quanto riguarda Rand Paul, abbiamo a che fare con una situazione in cui i concetti di differenze ideologiche sono trattati come tradimento o anti-patriottismo. Questa situazione ricorda non solo quella della "minaccia rossa", ma anche quella del ricatto morale a cui hanno fatto ricorso i sostenitori della guerra in Iraq contro quelli che non l'hanno sostenuta" si legge nell'articolo.

    Ma nel caso della Russia, l'interesse è molto più alto che con l'Iraq, dice l'autore. La Russia è una grande potenza, a cui USA e Europa devono relazionarsi in modo realistico. Non è l'URSS, e anche se il moralismo era un'arma potente contro il comunismo, è stato comunque impossibile cambiare le cose, perché ogni paese è stato incapace di favorire i propri interessi nazionali.

    "Assecondare meschinità, paranoia e malafede della nostra politica nei confronti della Russia significa correre il rischio di rovinare le cose ancora di più" conclude l'autore dell'articolo.

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    legami con la Russia, Russia, dichiarazione, Congesso, John McCain, USA
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