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    A Creta indignazione e rabbia per il restauro di un monumento degli occupanti nazisti

    © Sputnik. Vladimir Fedorenko
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    I promotori tedeschi dell'iniziativa sostengono di non doversi vergognare della propria storia, mentre i cretesi hanno bollato l'iniziativa come "un insulto e una provocazione", scrive il quotidiano locale "Nea Kriti".

    Le autorità comunali di Chania e gli abitanti di Creta si sono duramente opposti all'iniziativa dei reduci delle armate della Germania nazista per restaurare un monumento dell'occupazione tedesca.

    Diversamente dalla maggior parte dei Paesi dell'Europa centrale e occidentale, la Grecia ha opposto una dura resistenza all'esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale. Una delle battaglie più sanguinose è avvenuta a Creta. Dopo l'occupazione noto come "L'aquila tedesca" o "l'aquila del male". L'opera è rimasta distrutta in un uragano nel 2000. Ora nel posto in cui sorgeva è rimasto un piedistallo di pochi metri. Nel 2014 un'organizzazione tedesca ha organizzato una petizione per il restauro del monumento.

    "Nessun Paese al mondo si vergogna della propria storia. Tre generazioni sono passate dai tempi della guerra. Si può lasciare la politica alle spalle. Questo monumento è per ogni soldato che ha combattuto a Creta ed è morto per il proprio Paese. L'attacco a Creta è parte della storia tedesca. Non rendiamo omaggio ad un certo regime, ma prendiamo atto di quanto è successo," — si legge nella petizione dei cittadini tedeschi.

    Al completamento della raccolta di 11mila firme, la richiesta è stata inviata alle amministrazioni locali dei lander. La Sassonia, l'Assia e Brema si sono rifiutate di dare qualsiasi tipo di sostegno. Le altre regioni non hanno preso alcuna decisione, mentre la Baviera ha inviato una richiesta al governo centrale di Berlino.

    A Creta l'iniziativa ha causato indignazione.

    "La richiesta dei reduci di ricostituire un simbolo dei nazisti, che hanno portato tanta sofferenza nel nostro Paese, in Grecia, si tratta di una provocazione. Restaurarlo per celebrare cosa? I crimini del nazismo? Cosa?"

    — si chiede Pavlos Baritakis, il sindaco di Viannos, dove nel settembre del 1943 le forze di occupazione tedesche trucidarono la popolazione locale per il sostegno alla resistenza. Questi fatti qui sono conosciuti come "il massacro di Viannos".

    Secondo lui, è un insulto alla memoria delle vittime.

    "E' improponibile, dopo che hanno raso al suolo molti villaggi",

    — ha detto il sindaco durante il programma televisivo "Creta oggi".

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    Seconda guerra mondiale, Storia, Nazismo, Società, Petizione, Monumento, Creta, Germania, Grecia
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