22:03 02 Marzo 2021
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Il governo del Kosovo ha preso la decisione appropriarsi delle proprietà immobiliari presenti sul territorio della "Repubblica del Kosovo", che finora appartenevano alla Jugoslavia, alla Serbia e alla regione del Kosovo e Metochia.

In questo modo Pristina intende appropriarsi di proprietà e altri oggetti di valore che, secondo Belgrado, ammontano fino a 200 miliardi di euro, ma per questi luoghi e oggetti, la cosiddetta Repubblica del Kosovo indipendente non ha nemmeno la minima compartecipazione.

Secondo i dati del registro territoriale, le proprietà della Serbia in Kosovo occupano una superficie di un milione di ettari. In tutto in possesso dello Stato si trovano 1350 oggetti di interesse. Il valore delle industrie è stimato sui 2,7 miliardi di euro, la miniera di Trepcha costa circa 100 milioni di euro ed è di proprietà della società Elektrocomet, stimata intorno ai 420 milioni di euro. L'aeroporto di Pristina vale 67 milioni di euro, le 55 sedi della ferrovia serba 200 milioni. Questo elenco potrebbe continuare ancora a lungo, ma è più importante notare il valore rappresentativo delle risorse strategiche del Kosovo, anche se "privatizzate" dalle autorità della provincia. Ad esempio, in Kosovo ci sono le quinte riserve del mondo di lignite, ovvero 14,7 miliardi di tonnellate, e le scorte di stagno e zinco sono valutate 42,2 miliardi di tonnellate. 

Come ha scritto l'ex direttrice catastale del servizio in Kosovo, Slavica Radomirovic, il 58% degli oggetti di interesse sul territorio del Kosovo è della Serbia e dei suoi cittadini, e tutti i documenti originali comprovanti sono conservati, perché sono stati portati fuori dal Kosovo dopo la guerra del 1999. Proprio questi devono diventare prova contro gli argomenti nella disputa con le autorità del Kosovo. In questo Radomirovic avverte che il Kosovo ha predisposto i propri registi catastali basandoli su falsi dati, l'idea di risolvere le controversie attraverso la riconciliazione e documenti kosovari, con l'assistenza di Bruxelles, non è mai stata realizzata. 

Il politologo, esperto del Fondo strategico per le alternative di Belgrado, Dusan Prorokovic, ha detto a Sputnik che il Kosovo già da due decenni preferisce risolvere tutti i problemi con la forza e che a Pristina, a colloquio per la normalizzazione dei rapporti con Belgrado, sotto l'egida di Bruxelles, interessa esclusivamente la questione della proprietà, oggetto di accordi con la precedente amministrazione americana.

"E ' possibile che Pristina passi all'offensiva, esacerbando la situazione nei Balcani. Il tutto in conformità con il piano di Pristina, la formazione di un esercito del Kosovo è stato il primo passo, nelle prossime settimane varrà la pena aspettarne di nuovi. Sono sicuro che la comunità internazionale starà in silenzio a guardare, come nei Balcani verrà installato un nuovo equilibrio di potere" ha detto l'esperto.

L'analista Dusan Janjic ricorda che l'intenzione di Pristina è solo la logica conclusione di un processo iniziato dall'UNMIK. Secondo lui, le questioni delle proprietà in Kosovo sono state compiute dall'Unione Europea, allora è iniziato il processo di privatizzazione illegale. L'esperto ritiene che le azioni di Pristina significhino "la fine del dialogo sulla normalizzazione nella forma in cui è esistito negli ultimi anni".

"Il Kosovo su tutti i fronti accelera il processo, perché Pristina, come i suoi sponsor, vuole iniziare un nuovo tipo di dialogo, il meno possibile con domande aperte, due delle quali sono molto importanti per il Kosovo, l'esercito e la proprietà". Il vice presidente Branimir Stojanovic ha detto al canale serbo RTS, che la decisione sulle proprietà non dispone di una base legale e non sarà priva di conseguenze giuridiche, ma complicherà seriamente i rapporti serbo-albanesi. La decisione è stata presa "segretamente", senza alcuna consultazione con i rappresentanti serbi nel governo del Kosovo.

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citta, Serbia, Europa, Kosovo
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