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    L'integrazione europea non ha funzionato: la Russia è ancora il primo partner dell'Ucraina

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    Anche se l'export ucraino verso la Russia negli ultimi anni si è dimezzato, Mosca rimane per Kiev il principale partner commerciale.

    Come scrive il giornale Sevodnja, l'anno scorso il commercio con la Russia ha superato gli 8,7 miliardi di dollari, e questo nonostante l'accordo sulla zona di libero scambio con l'Unione Europea, dove il mondo degli affari è in crisi. 

    L'export ucraino verso la Russia negli ultimi anni è diminuito del doppio rispetto agli anni precedenti. Prima i prodotti ucraini venivano comprati da paesi dello spazio post-sovietico, tuttavia, le operazioni militari in Donbass hanno causato un embargo da parte della Russia che ha apportato alcune modifiche e gli ucraini hanno dovuto cercare nuovi mercati. Ora ai paesi dell'Unione Europea va il 37% delle esportazioni ucraine, tuttavia, la Russia rimane il principale partner commerciale del paese. I giornalisti di Sevodnja hanno capito a chi vende l'Ucraina e perché Kiev non è riuscita a conquistare il mercato europeo.

    Come scrive il quotidiano, dal 2013, il volume delle esportazioni ucraine si è dimezzato. Secondo il servizio statale di statistica, nel 2013 il totale delle esportazioni ammontava a più di 63 miliardi di dollari, un terzo di tutti i beni comprato dai paesi della CSI. Dopo l'inizio delle operazioni militari in Donbass, i ricavi delle esportazioni sono in caduta ogni anno.  Alla fine del 2016 erano pari a 36,3 miliardi di dollari. 

    La principale ragione della caduta delle esportazioni è il calo dei prezzi sui mercati delle materie prime, il conflitto armato e l'embargo sui prodotti da parte della Russia. Per lo stato di perdita sul mercato russo per i produttori ucraini c'era la possibilità di sviluppare il commercio con l'Unione Europea. Dal 2015 l'Ucraina può vendere i suoi prodotti in Europa senza dazi d'importazione, nel 2016 la stessa possibilità è stata data agli europei per vendere sul mercato ucraino. Tra i paesi c'è un accordo sulla zona di libero scambio. Ma nonostante questo, nel primo anno di validità del contratto, le esportazioni verso l'Europa sono scese da 17 miliardi di dollari a 13 miliardi. 

    Le autorità governative per l'integrazione europea dichiarano che l'Unione Europea  è il principale partner commerciale dell'Ucraina e che in generale la struttura di esportazione verso i 28 paesi dell'Unione occupa il 37,1%, mentre la Russia meno del 10%. Se si conta l'import-export per singoli paesi, la Russia ha il primato tra i principali partner commerciali. Gli esperti sottolineano che è più facile vendere in Europa materie prime e prodotti alimentari di qualità conforme alle norme europee. Allo stesso tempo, per l'esportazione è necessario adattare le norme ucraine e investire nella modernizzazione della produzione.

    "Il mercato europeo è molto competitivo. Non abbiamo ancora superato i problemi tecnici, ci sono altri regolamenti tecnici. Non è peggio e non è meglio, è diverso. I primi risultati si vedranno tra dieci anni. Per competere in questo mercato, è necessario aggiornare le nostre imprese. Abbiamo ancora edifici sovietici, c'è bisogno di investire", ha detto il direttore dell'Associazione degli esportatori e degli importatori Nicolaj Larin.

    Dopo la firma dell'accordo sulla zona di libero scambio con l'Unione Europea parte degli esperti ucraini ha dichiarato che il mercato ucraino si riempirà di prodotti di importazione a basso prezzo e proprio i produttori dovranno migliorare la qualità dei loro prodotti. Tuttavia, le aspettative non sono state soddisfatte.  La ragione principale è la forte svalutazione della grivna. Le merci importate sono più economiche, gli ucraini, a causa di un forte aumento del dollaro e del calo dei prezzi, non l'hanno avvertito. Inoltre, il significativo aumento della qualità dei prodotti ucraini, che gli esperti avevano previsto, deve ancora arrivare. 

    "Nel lungo periodo la qualità dei nostri prodotti aumenterà in primo luogo a causa della concorrenza sul mercato interno e per i desideri dei nostri produttori di spadroneggiare nei mercati esteri" ha detto l'analista Maxim Parkhomenko.

     

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