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    L'Unione Europea riconoscerà la Crimea solo in un caso

    © Sputnik. Taras Litvinenko
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    Il presidente della Repubblica serba Milorad Dodik ha invitato a rispettare l'esito del referendum in Crimea. L'analista Igor Shishkin a radio Sputnik ha espresso il rammarico che questo punto di vista non sia condiviso da tutti i leader europei.

    Il presidente Milorad Dodik, in un'intervista al quotidiano Izvestia ha detto che la domanda di riunificazione della Crimea alla Russia è ormai questione risolta, la volontà del popolo deve essere rispettata, ricordando che l'Occidente non ha riconosciuto i risultati del referendum in Crimea, ma ha considerato volontà dell'élite politica in Kosovo, dove il referendum non è stato nemmeno condotto.

    "Se non ci fosse stato a Maidan l'incostituzionale colpo di stato, molti eventi non si sarebbero verificati,  la Crimea è diventata parte della Russia dopo un referendum, la volontà del popolo deve essere rispettata. Il problema Crimea  è stato risolto" ha detto Dodik.

    Nel 1999 gli scontri tra l'opposizione armata dei separatisti albanesi dell'esercito di Liberazione del Kosovo con le forze dell'esercito e della polizia serba hanno portato al bombardamento della Jugoslavia, allora composta da Serbia e Montenegro, da parte delle forze della NATO. Nel marzo 2004, gli albanesi del Kosovo hanno organizzato un pogrom che ha portato ad una massiccia fuga dei serbi e alla distruzione di numerosi monumenti della loro storia e cultura.

    Le strutture kosovare-albanesi a Pristina il 17 febbraio 2008 hanno unilateralmente proclamato l'indipendenza dalla Serbia, un'indipendenza non riconosciuta da Serbia, Siria, Russia, Cina, Israele, Iran, Spagna, Grecia e una serie di altri Stati.La Crimea è diventata di nuovo russa in seguito ad un referendum indetto dopo il colpo di Stato in Ucraina. Per la riunificazione con la Russia ha votato oltre il 95% degli abitanti della penisola.

    Il vice direttore dell'Istituto dei paesi della CSI, l'analista Igor Shishkin, a radio Sputnik ha sottolineato che non tutti i leader europei aderiscono al punto di vista di Dodik.

    "Purtroppo, devo ammettere che questo tipo di punto di vista è assolutamente non comune. E ' comune tra coloro che lottano contro la burocrazia europea, che difendono i valori nazionali degli Stati europei e dei loro popoli. Ad esempio, si può ricordare la candidata alla presidenza della Francia Le Pen, che ha fatto tali dichiarazioni non una volta sola e ora è la favorita alla  corsa presidenziale. Ecco perché il presidente francese François Hollande, contrariamente a tutte le norme di legge, ha dichiarato che è necessario impedire la sua vittoria e in questo lo sostiene tutta la burocrazia dell'Unione Europea" ha detto Igor Shishkin.

    A suo avviso, l'Unione Europea riconoscerà la scelta della Crimea solo in un caso.

    "Solo nel caso per loro sia di vitale importanza. Essi sono guidati solo dai propri interessi, in generale, di questo ha parlato anche il presidente della Repubblica Serba. Dai loro interessi e non da norme di diritto internazionale. E l'esempio con il Kosovo e Crimea è molto indicativo"  ritiene il politologo. Egli ritiene che la riunificazione della Crimea con la Russia è stato un duro colpo per il piano strategico dell'Unione Europea nella regione.

    "Non riconoscono la Crimea non perché questo non rispetta il diritto internazionale, ma perché la Crimea è diventata il simbolo del ritorno della Russia nel quadro delle superpotenze. Nel 1991 tutti pensavano che la grande Russia fosse scomparsa, che sarebbe diventato territorio e  zona di sviluppo dell'Unione Europea, per avere profitti favolosi, e improvvisamente la Russia è tornata, e la Crimea è diventata il simbolo di questo ritorno. Così, naturalmente, non la riconoscono, questo è un duro colpo per il loro piano strategico" ha concluso l'analista.

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    Situazione in Crimea, Crimea, Crimea e diritto internazionale, Serbia, Kosovo, Crimea
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