05:38 17 Giugno 2019
Un soldato siriano sul tetto di un edificio destrutto durante i combattimenti a Homs, Siria

Siria: LafargeHolcim ammette di aver finanziato gruppi armati

© Sputnik . Dmitriy Vinogradov
Mondo
URL abbreviato
9012

Il gruppo ha confermato le rivelazioni pubblicate da le Monde, senza specificare di che gruppi armati si tratta.

Il gigante svizzero di materiali da costruzione LafargeHolcim ha ammesso l'accordo "inaccettabile" per garantire la sicurezza di un impianto di cemento in Siria, paese dilaniato dalla guerra, tra il 2012 e il 2014. Il gruppo riconosce che la filiale locale, che allora apparteneva alla francese Lafarge," ha girato a fondi di terzi per trovare accordi con un certo numero di gruppi armati, tra cui ci sono soggetti colpiti da sanzioni", senza essere in grado di stabilire i destinatari finali. "Con il senno di poi, le condizioni necessarie per garantire la continuità di funzionamento dell'impianto sono state inaccettabili" conclude l'indagine interna.

Secondo le Monde, che aveva rivelato la questione, il 21 giugno, di queste disposizioni ha beneficiato l'ISIS. Inaugurato nel 2010, il cementificio di Jalabiya, nel nord-est della Siria, è stato acquistato nel 2007 dalla società francese Lafarge, che nel frattempo, si è fusa con la Svizzera Holcim. Ma nel 2011 è scoppiata la guerra civile. La direzione ha cercato di lavorare il più lungo possibile in una situazione pericolosa e instabile. Dal 2013, la presenza dell'ISIS nella regione ha costretto l'industria del cemento a negoziare i diritti  di passaggio dei suoi mezzi ai punti di controllo presi dai jihadisti e dal gruppo terroristico si è rifornita di petrolio. Per poco più di un anno, Lafarge ha indirettamente finanziato l'organizzazione jihadista. Finché sequestrato il sito a settembre 2014, Lafarge ha cessato la sua attività.

Un permesso con il timbro dell'IS, approvato dal direttore delle finanze dell'IS, datato 11 settembre 2014, certifica gli accordi per la libera circolazione dei materiali sulle strade controllate dall'organizzazione jihadista. Il portavoce Lafarge ha detto a Le Monde che "c'è un documento presentato come un lasciapassare dell'ISIS. Noi non confermiamo la sua autenticità. La nostra indagine interna determinerà la natura di questo documento e come è emerso."

Mentre la guerra civile stava acuendosi nel paese, "il deterioramento della situazione politica in Siria ha determinato sfide per la sicurezza, l'attività della fabbrica e i lavoratori" ha riferito LafargeHolcim. "Incluse le minacce per la sicurezza dei nostri dipendenti, così come le interruzioni di forniture necessarie per il funzionamento dell'impianto e la distribuzione dei prodotti."

"I dirigenti delle operazioni in Siria sembrano aver agito nel modo che credevano nel migliore interesse dell'azienda e dei suoi dipendenti. Tuttavia, l'indagine rivela errori di giudizio significativi, in contraddizione con il codice di condotta in vigore" ha aggiunto il portavoce.

Sulla scia delle rivelazioni del giornale, diverse organizzazioni non governative, e il ministero dell'Economia, hanno presentato una denuncia contro la società, accusandoli di finanziamento del terrorismo e per aver violato le sanzioni emanate dall'Unione Europea contro il regime di Bashar Al-Assad.

Correlati:

Senatori russi pronti ad organizzare visita in Siria con eurodeputati
Crisi Siria, per la Francia “la sorte di Assad non è una priorità”
Il Regno Unito commenta blocco della risoluzione ONU per la Siria
Tags:
Sanzioni, jihadisti, Truffe per finanziare jihad, Siria, Svizzera
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik