16:10 28 Aprile 2017
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    Welt: cyber soldati NATO non dormono la notte per “salvare l'alleanza da hacker russi”

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    Viaggio all'interno dell'ufficio della NATO in cui "moderni cyber soldati" difendono la sicurezza informativa del blocco militare occidentale da "hacker sponsorizzati da governi".

    Il centro di sicurezza informativa nella città belga di Mons registra fino a 550 milioni di attività sospette nel web su base giornaliera, segnala il giornale tedesco Die Welt. Tuttavia i "moderni cyber soldati" tutto il giorno difendono l'infrastruttura interna della NATO e tengono traccia degli attacchi hacker, così come lavorano su come respingere i cyber attacchi per essere pronti a tutto. Il nemico è ben noto: è la Russia.

    Al quartier generale della NATO a Mons, in Belgio, in un vecchio edificio con corridoi angusti e pareti a volte fatiscenti dietro porte blindate si trova una stanza senza finestre. Le pareti sono ricoperte da monitor, su cui continuamente lampeggiano numeri, lettere e immagini, racconta il corrispondente del giornale tedesco Die Welt che ha avuto l'opportunità di far visita a questo "luogo segreto".

    Nel centro di sicurezza informativa lavorano 24 ore su 24 duecento esperti IT altamente qualificati, il 10% dei quali sono donne. Si tratta dei "moderni cyber soldati", ha riferito il giornale tedesco. Alcuni indossano uniformi militari, i civili preferiscono jeans, T-shirt, camicia a quadri e scarpe da ginnastica. Mangiano panini seduti nella propria postazione.

    Questo "esercito eterogeneo" ha un solo compito: respingere gli attacchi contro l'Alleanza Atlantica nello spazio virtuale, osserva Die Welt.

    Secondo la NATO, la minaccia è in costante crescita, gli spazi sconfinati di internet sono diventati una nuova area di azioni militari. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha detto a Die Welt: "gli attacchi informatici possono danneggiare la prontezza della NATO per la difesa e influenzare negativamente le nostre unità armate nel loro lavoro. Tutte le operazioni militari di oggi si basano sulla trasmissione dei dati. Se non funziona, possono esserci molti danni".

    Come osserva il giornale, la NATO non esclude la possibilità di attacchi hacker con conseguenze devastanti. In questo caso l'alleanza è pronta a ricorrere all'articolo №5 della Carta della NATO: significa la guerra, scrive il giornale tedesco.

    Ogni giorno questo centro dell'Alleanza Atlantica registra circa 550 milioni di attività sospette sulla rete: "un numero folle", si sottolinea nell'articolo. Si tratta di tentativi di spionaggio, attacchi contro le infrastrutture della NATO o di manipolazioni sul contenuto dei siti web. La maggior parte di queste attività viene registrata ed elaborata automaticamente, fanno sapere dal centro.

    Secondo Stoltenberg, la maggior parte degli attacchi informatici non sono condotti non da singoli individui, ma "sono sponsorizzati da enti governativi di altri Paesi." Tuttavia ha deliberatamente omesso di elencare questi Stati per evitare provocazioni.

    "Ma sa che la maggior parte degli attacchi informatici arrivano da Russia e Cina," — scrive Die Welt.

    L'Alleanza vuole essere pronta alla guerra, per agire in qualsiasi momento, per esempio evitando manipolazioni durante il processo elettorale. "La NATO ha i dossier di diversi Stati membri, i quali temono che gli hacker cercheranno di interferire nella sfida elettorale. Pertanto gli attacchi minerebbero le fondamenta della democrazia," — ha detto Stoltenberg.

    Conoscono questo pericolo i rappresentanti della task force operativa in materia di "Strategia di Comunicazione", creata dal dicastero di politica estera di Bruxelles. Si tratta di un piccolo gruppo, istituito nel 2015, formata da soli 11 dipendenti. Il loro compito non è quello di proteggere la propria rete interna dallo spionaggio o dagli attacchi informatici. Il loro obiettivo è la lotta contro la disinformazione su internet, rileva il giornale tedesco.

    Come notato in questo articolo da un funzionario della UE rimasto nell'anonimato, "è condotta su diversi piani una campagna di disinformazione almeno in parte organizzata contro l'Unione Europea, le sue politiche ed i suoi principi. La disinformazione è usata come strumento militare." Il nemico è ben noto: è la Russia, Die Welt riporta le parole di un funzionario europeo.

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    Informazione, hacker, internet, Difesa, Occidente, Sicurezza, cyberattacchi, Elezioni, Die Welt, Unione Europea, NATO, Jens Stoltenberg, UE, Cina, Russia
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