11:34 10 Luglio 2020
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Secondo l’ultima pubblicazione SIPRI, la Cina ha aumentato negli ultimi 5 anni le sua esportazioni di armi all'estero del 74%, riducendo la propria dipendenza dalle importazioni di armi e tecnologia militare.

Si presume che la Cina oggi controlli il 6,2% del mercato mondiale delle armi, essendo il terzo esportatore (dopo gli Stati Uniti con il 33% e la Russia con il 23%). L'esperto militare Vasily Kashin spiega a Sputnik l'aumento degli indcatori commerciali cinesi nel settore del commercio di armi.

"I dati del SIPRI riflettono una tendenza importante del ruolo della Cina nel mercato mondiale delle armi. Ma bisogna analizzare questi parametri tenendo conto delle quote di mercato e dei volumi di esportazione. Questi dati sono di indiscutibile valore, tuttavia, si basano su di un metodo molto specifico e possono necessariamente non coincidere con la pubblicazione del valore dei contratti e con l'esportazione di prodotti militari e dei servizi. I metodi presso il SIPRI non sempre consentono di tenere adeguatamente conto di alcuni componenti importanti, come il trasferimento di tecnologie, lo sviluppo congiunto di equipaggiamenti, vale a dire tali forme di cooperazione che giocano un ruolo importante all'interno dell'UE e della NATO, creando giganteschi flussi di cassa durante lo sviluppo congiunto e la produzione di sistemi d'arma. Di conseguenza, la quota dei paesi dell'UE e degli Stati Uniti a volte è sottovalutata.

Ad esempio nel 2015 la Francia secondo i dati ufficiali ha occupato il secondo posto per l'export di armi generale, avendo esportato più armi di Cina e Russia. Fino al 2014 la Francia ha occupato il terzo posto dietro la Russia e davanti a Pechino.

Allo stesso tempo, i problemi con la metodologia possono in parte mettere in discussione la tesi della riduzione della dipendenza della Cina dalle importazioni di merci e servizi per scopi militari, in particolare dalla Russia. Al momento, si sa che queste importazioni sono in aumento negli ultimi anni, nel 2016 le consegne hanno superato i $3 miliardi, e il volume dei contratt in fase di esecuzionei si aggira attorno agli 8 miliardi.

Tuttavia, la maggior parte di questo commercio non a che fare con le merci ma con i servizi relativi allo sviluppo dei modelli specifici di attrezzature, il loro collaudo, la consulenza tecnica, così come riparazione e modernizzazione delle attrezzature precedentemente in dotazione. Vengono forniti in generale meno armamenti completi quanto più nuovi componenti. Invece il SIPRI tiene conto solo dei sistemi più grandi e costosi, come ad esempio, i motori di aerei.

Dall'altra parte, le esportazioni militari cinesi sono sempre più orientate sull'esportazione all'estero di tecnologia. Ad oggi il più grande acquirente id tecnologia militare cinese è il Pakistan, il quale ha acquistato le licenze per la produzione di armamenti cinesi. La geografia delle esportazioni di tecnologia militare cinese si sta espandendo negli ultimi anni: Argentina (elicotteri), Turchia (SRBM e lanciamissili multipli pesanti), Egitto e Arabia Saudita (velivoli senza pilota).

La transizione della Cina verso una politica estera attiva di grande potenza mondiale esportatrice di armi e tecnologia militare sarà sempre più uno strumento di politica estera, perdendo la sua importanza economica. Con il rafforzamento dell'influenza della Cina nel mondo, vedremo una nuova importante fornitura di armi e tecnologie cinesi in regioni come il Medio Oriente e l'Africa.

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armamenti, Armamenti, Esportazione, Economia, Esportazioni, corsa agli armamenti, Esportazioni, governo, Cina
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