20:55 26 Ottobre 2020
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Il controllo esterno verrà introdotto il 1 marzo a tutte le imprese ucraine sul territorio delle repubbliche Donetsk e Lugansk, se queste imprese non si sono registrate nel territorio delle repubbliche. Tale decisione è stata presa dai capi delle repubbliche in risposta al blocco commerciale in Donbass.

Alla fine di gennaio, un gruppo di ex militari delle operaizoni nel Donbass, tra cui alcuni deputati del parlamento dell'Ucraina, hanno imposto un blocco ferroviario nei territori non controllati da Kiev della regione del Donbass. Hanno dichiaratoche, secondo loro, qualsiasi commercio con le repubbliche autoproclamate è illegale. Il blocco ha provocato interruzioni delle forniture di carbone-antracite, che viene prodotto nei territori del Donbass non controllati da Kiev. A questo proposito, le autorità dell'Ucraina sono state costrette a introdurre misure straordinarie nel settore dell'energia, con l'obiettivo di risparmiare risorse, e una serie di imprese industriali hanno dovuto fermare la produzione.

Lunedi i dirigenti delle repubbliche hanno dichiarato che smetteranno di fornire il carbone a Kiev se il blocco ferroviario continuerà. Inoltre hanno promesso che se fino alle ore 00.00 del 1 marzo il blocco non sarà rimosso, verrà introdotto il controllo esterno su tutte le imprese ucraine presenti nelle repubbliche.

— L'ultimatum delle repubbliche

A causa del blocco si è fermata la produzione di diverse grandi imprese del Donbass di entrambe le parti. Tra queste ci sono l'acciaieria Yenakiieve nel territorio di Donetsk e di "Krasnodonugol" nella repubblica di Lugansk, facenti parte del gruppo "Metinvest", di proprietà dell'uomo d'affari ucraino Rinat Akhmetov.

"Ha smesso di lavorare l'acciaieria Yenakiieve e altre aziende, è necessario riavviarle. E se non si registreranno entro mercoledì, passeranno sotto il nostro controllo completamente. Lo stesso vale per gli stadi e gli alberghi" ha detto Alexander Zakharchenko in una conferenza stampa.

In una riunione di emergenza lunedì i membri dei parlamenti delle repubbliche hanno adottato le opportune modifiche alla legislazione. Esse consentono di imporre alle imprese ucraine che non si saranno registrate sul territorio delle repubbliche entro il 1 ° marzo, il controllo esterno.

Inoltre le repubbliche hanno annunciato la creazione di un ufficio speciale per controllare il trasferimento delle imprese ucraine sotto la giurisdizione della gestione esterna. La Repubblica di Lugnask ha sottolineato che i dipendenti delle imprese conserveranno i propri posti di lavoro.

"La legge e i nuovi uffici non intendono solo mantenere le società "a galla" ma anche di contribuire al loro ulteriore sviluppo e riorientamento verso la Russia" ha detto il presidente del Consiglio popolare di Lugansk, Vladimir Degtjarenko.

— La reazione ufficiale di Kiev e degli organizzatori del blocco

Gli organizzatori del blocco commerciale hanno subito dichiarato che non hanno intenzione di fermare l'azione, e che al contrario, pianificano di "espandere la portata del blocco".

"Gli organizzatori incoraggiano i patrioti dell'Ucraina a giungere in aiuto con guarnigioni e fortini per espandere immediatamente la portata del blocco, precludendo le ultime rotte dove ancora resta un minimo di commercio" hanno detto gli attivisti.

Kiev ha definito l'ultimatum dei capi delle repubbliche separatiste un tentativo di congelare il conflitto nel Donbass, e ha detto che il carbone estratto nella zona non controllata da Kiev è ucraino, e che non dovrebbe essere soggetto a ricatti.

"Ora stanno utilizzando lo script del conflitto congelato nel Donbass, e la ripetizione dello scenario Transnistria. Chi soffrirà per questo? L'Ucraina e gli ucraini" Ha detto il primo ministro ucraino Vladimir Groisman.

Il Ministero per i territori occupati temporaneamente ha avvertito che i dirigenti delle società ucraine che hanno deciso di "nazionalizzare" le aziende in conformità con le autorità delle repubbliche, verranno accusati "di finanziamento al terrorismo".

"Molto probabilmente, purtroppo, se queste minacce si realizzeranno, il futuro di queste imprese sarà la loro distruzione completa. In secondo luogo, vorrei fare appello ai capi di queste imprese, che non dovrebbero dimenticare che in caso di accordo con le repubbliche saranno soggetti a responsabilità penale" ha detto il vice ministro ucraino per i territori occupati temporaneamente Georgij Tuka.

A sua volta, alcuni dei capi delle imprese, che si trovano nei territori controllati da DNR e LNR hanno detto che agiranno solo nel quadro della legislazione ucraina.

"La società ha lavorato, lavora e continuerà a lavorare esclusivamente nell'ambito della legislazione ucraina, è il nostro principio utilizzato in tutti questi anni e, credo che continueremo così" ha detto il direttore generale della più grande azienda privata ucraina di energia elettrica DTEK Maxim Timchenko.

Le prospettive e le conseguenze di "nazionalizzazione" delle imprese

La "nazionalizzazione" delle imprese ucraine aggraverà ulteriormente il conflitto in Donbass e avrà gravi conseguenze per gli stessi impianti e i loro dipendenti, hanno dichiarato i rappresentanti dell'opposizione ucraina. In un comunicato hanno sottolineato che la "nazionalizzazione" non risolverà il problema delle imprese: queste rimarranno senza contratti legali e i loro dipendenti senza lavoro e senza mezzi di sussistenza".

Secondo il leader del "Blocco di Opposizione" Yuri Boiko, la situazione è la conseguenza del ritardo nell'esecuzione degli accordi di Minsk. E il blocco commerciale del Donbass e la "nazionalizzazione" aliena ancora di più queste aree dall'Ucraina.

"Non ci sono state azioni concrete per fermare il blocco. Il blocco non è favorevole al ritorno di persone e territori, ma al contrario crea le condizioni per la loro separazione. Ci siamo opposti categoricamente al blocco e ci aspettavano dalle autorità una azione decisiva. La "Nazionalizzazione" delle imprese è un rifiuto del proprio paese, e noi siamo anche contro di essa" ha detto Boyko.

A sua volta, il rappresentante del sottogruppo politico di Kiev in Ucraina Olga Ayvazovskaya ha detto che l'introduzione delle autorità delle repubbliche del controllo esterno sulle imprese ucraine avrà un impatto sul processo di negoziazione per risolvere il conflitto nel Donbass.

"Se ci sarà una nazionalizzazione delle imprese ucraine nei territori occupati, questo influenzerà negativamente i negoziati di Minsk. L'Ucraina perderà il controllo legale sulle imprese, e la situazione influenzerà i dipendenti delle imprese. Qualsiasi nazionalizzazione è un segnale del potenziale congelamento del conflitto" ha detto la Ayvazovskaya.

I rappresentanti del Donbass spiegano che la decisione dell'introduzione della gestione esterna delle imprese ucraine è forzata. Il compito primario è far ripartire la produzione e di salvare i posti di lavoro. Questo, secondo il capo della DNR Alexander Zakharchenko, avrà bisogno di circa due mesi.

"Per un breve periodo bisognerà riorganizzare il settore, e trovare nuovi mercati di sbocco. Il compito principale è di garantire il buon funzionamento delle imprese, il salario e il lavoro per i lavoratori di queste imprese" ha detto Zakharchenko.

Il Ministro dell'industria di Donetsk ha dichiarato che non ci sono dubbi che si riuscirà a riorientare le aziende verso il mercato russo e gli altri paesi. Allo stesso tempo il trasferimento giuridico sotto la giurisdizione amplierà notevolmente le possibilità commerciali della repubblica.

"Nonostante le difficoltà con il riconoscimento politico della repubblica, le nostre aziende collaborano abbastanza bene con i paesi esteri. Infatti, i nostri produttori hanno iniziato il processo di ritiro dal mercato ucraino a beneficio di altri paesi già da due anni. C'è già una certa esperienza in questo da parte dello Stato e della comunità imprenditoriale" ha detto il ministro dell'Industria e del Commercio del DNI Alexei Granovskij.

Egli ha aggiunto che ora la repubblica esporta più di 50 gruppi di prodotti, tra i quali prodotti alimentari, chimici, farmaceutici e metallurgici.

Il governo dell'Ucraina ad aprile 2014 ha lanciato un'operazione militare contro la le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, le quali avevano dichiarato l'indipendenza dopo il colpo di stato in Ucraina nel mese di febbraio del 2014. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, le vittime dall'inizio del conflitto sono state più di 10 mila.

La questione di risoluzione della situazione nel Donbass si discute, nelle trattative a Minsk, che da settembre 2014 hanno adottato tre documenti che regolano le operazioni di de-escalation del conflitto. Tuttavia, dopo gli accordi di armistizio tra le parti in conflitto continuano le schermaglie.

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conflitto, Guerra, Blocco, Donbass, Conflitto nel Donbass, LNR, DNR, Governo Ucraina, Donbass
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