08:19 09 Agosto 2020
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Non ci sarà l'estradizione dal Portogallo in Italia dell'ex collaboratrice della CIA Sabrina de Sousa, condannata a 4 anni di reclusione da un tribunale italiano per il coinvolgimento nel rapimento di un imam sospettato di terrorismo. Lo ha comunicato oggi la Reuters con riferimento all'avvocato della donna.

"La Procura di Milano ha annullato il mandato di arresto, — ha detto l'avvocato. — Gli agenti italiani dell'Interpol, arrivati qui per la sua estradizione, sono stati informati a riguardo."

L'avvocato ha aggiunto che l'ex dipendente della CIA è stata rimessa in libertà.

In precedenza era stato riferito che le autorità portoghesi nei prossimi giorni avrebbero valutato l'estradizione in Italia dell'ex 007 americana de Souza, detenuta in custodia cautelare. Alla fine di aprile la Corte Suprema portoghese aveva respinto il ricorso dell'ex dipendente della CIA contro la sua estradizione. L'ex agente aveva così senza successo tentato di annullare la sentenza della Corte Costituzionale portoghese.

La De Souza era stata arrestata a Lisbona nell'ottobre 2015 in base ad un mandato d'arresto europeo emesso dalle autorità giudiziarie italiane.

Nel novembre 2009 i magistrati italiani avevano condannato in contumacia a pene detentive 23 agenti della CIA coinvolti in un'operazione segreta per rapire a Milano un immigrato egiziano, sospettato di legami con i terroristi.

Gli 007 avevano lasciato l'Italia prima ancora che venissero formulate le accuse. Le autorità statunitensi escludono la possibilità di una loro estradizione.

Dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001 organizzati da Al Qaeda, l'intelligence americana ed i suoi alleati hanno lanciato la "guerra al terrore" globale, che prevedeva tra le altre cose la "cattura temporanea" di sospetti terroristi: persone sospettate di essere legate al fondamentalismo islamico venivano prelevate con la forza in vari Paesi e interrogate nelle prigioni segrete della CIA.

In alcuni casi gli Stati Uniti consegnavano i sospetti per gli interrogatori alle forze di sicurezza dei Paesi mediorientali, dove non esistono leggi contro la tortura.

L'imam di una delle moschee di Milano che aveva combattuto in Afghanistan e Bosnia, Hassan Mustafa Osama Nasr, noto come Abu Omar, era stato rapito dagli agenti della CIA il 17 febbraio 2003 nel capoluogo lombardo. Successivamente era stato portato in aereo in Egitto, dove era incarcerato e interrogato "con pregiudizio". Successivamente Abu Omar è stato liberato, dopodichè ha denunciato i suoi rapitori.

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Tags:
Terrorismo, Giustizia, Estradizione, Al Qaeda, Hassan Mustafa Osama Nasr (Abu Omar), USA, Portogallo, Italia
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