08:16 21 Giugno 2018
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Chimici dell'Università Statale di Mosca creano potente antidoto contro le armi chimiche

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I chimici dell'Università statale di Mosca hanno creato una nanoparticella in grado di neutralizzare i più potenti tipi di armi chimiche, come l’agente VX e pesticidi simili, è stato affermato in un articolo pubblicato sul Journal of Controlled Release.

"E' molto importante è la semplicità del nostro approccio: I nostri preparati possono essere prodotti dalla semplice miscela di soluzioni acquose di enzimi altamente purificata e di affidabili polimeri biocompatibili. Il polimero si auto-assembla grazie alle interazioni elettrostatiche con la proteina", dice Alexander Kabanov dell'Università statale di Mosca, le cui parole sono riportate dal servizio stampa dell'università.

— La morte verde

I tipi più tossici di armi chimiche, che sono in grado di uccidere un uomo in pochi minuti in minime concentrazioni, appartengono alla classe dei cosiddetti composti chimici organofosforici. Queste sostanze sono state sintetizzate nella Germania nazista alla fine del 1930, tuttavia, hanno trovato ampia diffusione nel settore militare nella metà del secolo scorso, quando sono stati creati i più pericolosi tipi di queste sostanze come il gas nervino inglese "VX" e la sua controparte sovietica "VR".

Tutte le scorte di VX, VR, sarin e altre armi biologiche in tutti i paesi del mondo devono essere distrutti in conformità con la Convenzione sul divieto delle armi chimiche del 1997. Solo la Russia e gli USA hanno riconosciuto la presenza di tali sostanze sul proprio territorio, tuttavia, gli esperti di sicurezza internazionale sospettano che le scorte di questi gas possano esistere anche in alcuni paesi del Medio Oriente e dell'Asia Meridionale. Inoltre, alcuni composti organofosforici meno pericolosi continuano ad essere utilizzati come pesticidi.

Pertanto, come dicono gli scienziati, la questione della neutralizzazione dei veleni e pesticidi rimane un grave problema per gli scienziati. I chimici russi suggeriscono di usare delle nanoparticelle, le cosiddette nanosim, create con la partecipazione del gruppo di Kabanov negli anni ‘90 negli Stati Uniti.

Sono nanoparticelle cave di molecole di grasso e di altri composti organici riempite con un farmaco che viene consegnato alla zona desiderata del corpo. Oggi, ad esempio, agiscono in questo modo i farmaci chemioterapici, i quali vengono rilasciati direttamente nei tumori. La guaina della nanoparticella contenente il principio attivo, si scioglie gradualmente, esattamente nelle zone interessate, senza incidere i tessuti sani del corpo.

— Proteine in cella polimerica

Il team scientifico del professor Kabanov ha adattato queste nanoparticelle per "l'imballaggio" e la consegna di altre sostanze: le molecole di un particolare enzima, sviluppato all'università statale di Mosca, per neutralizzare sarin e altri composti organofosforici.

Questa sostanza distrugge attivamente le molecole degli agenti nervini, ma c'è un grosso limite: la sostanza è prodotta a partire da batteri, per cui le molecole di questo enzima rapidamente vengono distrutte dal sistema immunitario all'introduzione nel corpo umano.

Inoltre, questo "antidoto" è instabile per la sua natura chimica e le sue riserve vanno quasi completamente perdute in poco più di un mese anche se conservato a temperature pari a zero. Inserendo le molecole di questa sostanza in nanoparticelle, Kabanov e i suoi colleghi hanno rallentato il processo di distruzione di essa nel corpo umano, permettendo di aumentare la concentrazione dell'enzima nel corpo e renderlo adatto alla protezione da agenti da guerra chimica e pesticidi. In questa maniera l'antidoto può essere conservato per più di tre anni. Gli scienziati hanno testato l'antidoto sui topi, somministrato dosi letali di due sostanze: pesticidi paraoxon e l'agente VX. Gli individui ai quali erano state iniettate le nanoparticelle prima dell'esperimento sono sopravvissuti ai pesticidi e all'agente nervino, mentre tutti gli individui restanti del gruppo di controllo sono morti.

Secondo Kabanov, la semplicità e la producibilità di un approccio combinato con tali risultati fanno sperare che questo farmaco possa avere successo nell'applicazione clinica. Per esempio, la dotazione di tali farmaci da parte dei medici negli attacchi a Damasco nel 2013, quando i militanti islamici hanno usato il sarin contro i civili, avrebbe potuto salvare la vita di centinaia di siriani.

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Tags:
biologia, Tecnologia, antidoto, Armi chimiche, sviluppo, Università, Russia
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