07:01 12 Dicembre 2019
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In Lettonia non sperano più di riprendere le esportazioni di pesce verso la Russia

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Le aziende ittiche saranno costrette a smettere di lavorare. Per l'industria del pesce in Lettonia il 2017 sarà simile all'anno trascorso e nessun miglioramento è previsto.

Lo ha detto il presidente del consiglio dell'azienda ittica Gamma-A, Ajvar Leietis, citato dal giornale LETA. "Miglioramenti, probabilmente, non ci saranno, perché il più grande esportatore dei produttori di conserve di pesce è a est. Ben presto si chiuderà anche il mercato del Kirghizistan, il settore perderà ancora altri settori, i nuovi mercati non li compensano" ha detto, aggiungendo che nel 2016 il fatturato è sceso, mentre nel 2015 nei mercati orientali, c'era ancora qualche possibilità.

Leietis ha riferito che l'ittica lettone lavora attivamente con mercati alternativi, ma è un processo lento, e i volumi di vendita di questi nuovi mercati sono incomparabilmente minori rispetto a quello russo. L'imprenditore ritiene che la speranza in un prossimo futuro, di riprendere le esportazioni verso la Russia, sia completamente persa. A sua volta, nei mercati occidentali, i produttori di conserve hanno difficoltà a causa di caratteristiche di consumo. L'unica eccezione è costituita dall'impresa Karavela, che nei mercati occidentali, era già presente.

Leietis ammette che, a causa di questa situazione, parte dei produttori di conserve nel 2017 smetteranno di funzionare. Come ha riferito la REGNUM in precedenza, il 15 febbraio 2017, il servizio alimentare e veterinario della Lettonia ha escluso 21 imprese lettoni dall'elenco delle imprese aventi diritto ad esportare la loro produzione in Russia e ha applicato a 44 imprese il divieto temporaneo di importazione di prodotti.

La Lettonia appoggia le sanzioni anti-russe dell'Unione Europea e USA. In risposta la Russia ha applicato delle sanzioni nei confronti di quei paesi che hanno aumentato la pressione delle sanzioni, in primo luogo, nel mercato dell'importazione alimentare, causando alla Lettonia  enormi perdite finanziarie.

Dal 4 giugno 2015 il divieto di fornitura di conserve di pesce applicato dalla Russia è stato un duro colpo per i produttori di prodotti ittici lettoni. Il ministro dell'agricoltura Lettone Janis Duklavs, commentando la decisione della Russia di introdurre il divieto di importazione, il 10 giugno 2015, in un'intervista al programma "900 secondi", ha detto che le perdite possono variare dai 100 ai 200 milioni di euro.

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sanzioni antirusse, Cibo, pescatori, import, Lettonia
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