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    Donald Trump

    American Conservative scrive a cosa porterà "l’epidemia di russofobia" negli Stati Uniti

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    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump viene intralciato nel realizzare la sua promessa elettorale di migliorare le relazioni con la Russia, il che potrebbe portare a una nuova guerra fredda, scrive The American Conservative.

    Donald Trump è diventato presidente, perché capisce meglio il popolo americano e quello che sta accadendo nel mondo rispetto ai suoi rivali, dice l'autore. Bush e Obama hanno trascinato gli Stati Uniti in diversi sanguinosi conflitti e Trump è consapevole del fatto che la gente è stanca di guerre senza fine. Ha anche proposto una nuova politica estera: di stabilire relazioni con la Russia.

    È per queste idee che gli americani hanno votato. Tuttavia, per il presidente degli Stati Uniti sarà difficile mantenere le sue promesse elettorali, data la forza della rabbia diretta contro di lui, e scrive l'autore.

    A Trump non sarà consentito di raggiungere una partnership con Putin, data la scala della "paranoia anti-Putin", osserva l'editorialista. Ha ricordato che i senatori John McCain e Lindsey Graham non usano mezzi termini quando si tratta della Russia.

    "Questo è il trionfo della diplomazia" afferma ironicamente l'autore dell'articolo. Egli sottolinea che per Trump non sarà facile migliorare le relazioni con Mosca, perché anche gli stessi membri del Partito Repubblicano stanno sabotando i suoi sforzi. Inoltre, il leader degli Stati Uniti ha incontrato resistenza non solo dallo stesso partito.

    I media americani, a quanto pare, hanno deciso di annientarlo con la retorica "dell'agente del Cremlino". I democratici, a loro volta, vogliono vendicarsi per il fallimento di Hillary Clinton.

    "Questa epidemia di russofobia nega gli sforzi per normalizzare le relazioni. In risposta ai continui attacchi e tentativi di marchiare i funzionari e la Casa Bianca come i "barboncini di Putin" l'amministrazione presidenziale è stata costretta a indurire la propria retorica contro la Russia" dice l'articolo.

    La domanda sorge spontanea: se non vi è alcun miglioramento nei rapporti con Mosca, in cosa si tradurranno le politiche aggressive di Washington? Qual è l'obiettivo finale della rabbia e l'ostilità della politica degli Stati Uniti nei confronti di Mosca? perché la NATO accumula forze ai confini russi? È davvero una seconda guerra fredda che diventa realtà si chiede il giornalista.

    L'autore ha espresso la speranza che nello staff di Trump ci siano voci ragionevoli che gli diranno di resistere all' "ondata Russofoba". "Perché la seconda guerra fredda non potrà finire come la prima" ha concluso.

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    Relazioni Internazionali, Politica, Presidente, Guerra mediatica, Casa Bianca, Repubblicani (partito USA), Lindsey Graham, Donald Trump, John McCain, USA
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