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    Giochi della XXXII Olimpiade

    Il nazionalismo potrebbe danneggiare l’immagine del Giappone per le prossime olimpiadi

    © Sputnik. Aleksey Kudenko
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    Uno scandalo internazionale è stato provocato dal proprietario della catena di hotel APA group, Toshio Motoya, il quale potrebbe aver danneggiato l’immagine del paese in relazione alle prossime olimpiadi che si svolgeranno nel 2020.

    Lo scandalo è scoppiato dopo che negli alberghi sono stati trovati dei libri del proprietario, scrittore e pubblicista, nel quale si nega il massacro Nanchino del 1937.

    Il libro, pubblicato sotto lo pseudonimo di Fuji Seiji, è intitolato "La Vera storia del Giappone" in inglese e giapponese, dove autore definisce il massacro Nanchino e le "comfort women" storie inventate da Cina e Corea per danneggiare l'orgoglio nazionale giapponese.

    In segno di protesta la Cina e la Corea del Sud hanno minacciato, nel caso i libri non vengano ritirati dagli hotel, che gli atleti di questi paesi che andranno a Sapporo per partecipare ai Giochi invernali Asiatici il 19 febbraio boicotteranno gli Hotel dell'APA Group. Inoltre il l'amministrazione statale per gli affari del turismo in Cina ha invitato le agenzie di viaggio ad interrompere la collaborazione con APA, rimuovendo dalla rete i cataloghi e smettendo di inviare turisti.

    La compagnia ha inizialmente rifiutato di ritirare i libri, appellandosi alla libertà di parola, tuttavia lo scandalo ha minacciato di trasformarsi in un ulteriore peggioramento delle relazioni bilaterali per quanto riguarda divergenze storiche, e nel peggiore dei casi anche nel boicottaggio delle Olimpiadi del 2020. Alla fine, il portavoce del comitato organizzatore degli VIII giochi Asiatici Invernali a Sapporo ha detto che la APA ha promesso agli organizzatori di ritirare i libri dagli alberghi.

    Gli eventi a Nanchino del dicembre 1937 sono già da tempo sono oggetto di una violenta disputa tra Cina e Giappone. Secondo la parte Cinese, a Nanchino in 40 giorni i soldati giapponesi uccisero 300 000 civili e violentarono migliaia di donne. Tokyo non nega ufficialmente il massacro di civili, ma rifiuta categoricamente le stime delle vittime.

    Secondo il direttore del programma asiatico del Centro Carnegie di Mosca, Aleksandr Gabuev:

    "70 anni dopo la fine della guerra i giapponesi si sono scusati numerose volte dei propri crimini, ma nonostante questo i cinesi e i coreani continuano a pretendere ancora delle scuse. Da questo deriva l'irritazione dei giapponesi. I punti di vista su alcuni eventi storici subiscono modifiche: come il tristemente noto "massacro di Nanjing" o il culto dei criminali di guerra nel santuario "Yasukuni". Con questo bisogna tenere conto che le autorità cinesi e sud coreane non hanno avuto niente in contrario riguardo le visite dei funzionari giapponesi al santuario durante gli anni ‘50 e '60…"

    L'ultima volta che il Premier Shinzo Abe ha visitato il santuario Yasukuni è stato a dicembre 2013, mentre nel 2015 in occasione del 70° della resa del paese nella seconda guerra mondiale, ha rifiutato di partecipare dichiarando che le future generazioni di giapponesi non dovrebbero portare scuse per la sofferenza causata dal Giappone durante la guerra.

    L'ex ambasciatore russo in Giappone, professore dell'MGIMO Aleksandr Panov ha detto che:

    "Bisogna capire che i dirigenti dell'epoca furono giudicati dai vincitori, quindi è difficile esprimersi sull'imparzialità del giudizio. Le manifestazioni di nazionalismo avvengono in qualsiasi parte del mondo, e da questo non sono esclusi il Giappone, la Cina e la Corea. Naturalmente, il primo obiettivo dei nazionalisti cinesi è prima di tutto il Giappone, dove esiste il partito radicale, e diversi politici radicali. In questo caso l'opinione di un privato non rappresenta ufficialmente la posizione del governo e non è una manifestazione di revanscismo, anche perché la maggior parte della popolazione giapponese si oppone a risolvere i conflitti con le armi, e si oppongono all'aumento del bilancio militare e della militarizzazione del paese. La crescita del budget militare in Giappone è dovuto alla paura di fronte alla crescente potenza della Cina. Con questo, se il budget militare cinese continua a crescere del 10% ogni anno, quello giapponese cresce solo del 2% annualmente. Qualsiasi modifica della legge militare incontra una dura resistenza della società giapponese, il che limita la capacità di Abe".

    La scuola dell' Armata Rossa in Cina
    © AFP 2017/ Fred Dufour

    Bisogna ricordare che il proprietario della catena di hotel, scrittore e pubblicista Motoya Toshio è già finito sotto il fuoco della critica statunitense e canadese a causa dei suoi sentimenti anticoreani e antisemiti. In una intervista con un giornale, diffusa negli hotel APA in Canada, Motoya Toshio ha affermato che gli ebrei controllano i settori chiave in USA, come i media, la finanza, la magistratura ed evadono le tasse nascondendo le proprie fortune in paradisi fiscali. Questo ha provocato violente proteste da parte della comunità ebraica USA e canadese.

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    giochi olimpici, Giochi Olimpici, Shinzo Abe, Corea del Sud, Cina, Giappone
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