21:14 06 Aprile 2020
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Brandon Bryant, ex soldato statunitense e pilota di droni, è diventato famoso nel 2012 per aver denunciato pubblicamente gli abusi e l’immoralità dei suoi superiori quando serviva nell’US Air Force. Oggi Sputnik ha raccolto la sua dichiarazione.

"Sono diventato pilota di droni quasi per caso. Dopo un periodo ho capito che non faceva per me e ho cercato di lasciare questo lavoro. Ma sono stato trattenuto, con la forza e con le minacce. Ho lavorato come pilota di droni fino all'aprile 2011 per poi essere spostato ad un altro programma dell'Aeronautica militare, dove sono rimasto ferito. L'esercito non ha voluto prendersi cura di me, così ho deciso di raccontare la mia storia e aiutare la gente a guardare al lato morale del nostro lavoro.

"Durante l'addestramento ci avevano insegnato a colpire dei bersagli finti. Nessuno ci aveva detto che dovevamo dare la caccia alla gente per denaro, ma di fatto era quello che facevamo. Davamo loro la caccia come prede. A questo non ero in alcun modo preparato.

"Lo abbiamo chiamato ‘predator-porn" dopo esserci accorti del godimento sulle facce dei nostri superiori quando stavano a guardare. Una volta uno di loro è venuto da noi mentre stavamo scortando un convoglio. Una missione di routine, niente di più. Egli disse qualcosa tipo: ‘è tutto in tempo reale, giusto? Allora digli di uscire dall'auto, e lascia che inizino a sparare: voglio vedere il finimondo', Un ordine, ovviamente, illegale, ma ha contattato il capitano del convoglio e ha ottenuto quello che voleva.

"Possiamo uccidere chiunque, ovunque nel mondo con il minimo delle informazioni. Le persone, quelle coinvolte in questo programma, sono trasformati in algoritmi. Stanno seduti nella sala di comando per ore a dare la caccia ad essere umani. Senza considerare che il nemico è un essere umano come noi."

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Tags:
droni, Dichiarazione, morte, Guerra, Sputnik
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