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14:41 16 Luglio 2019
Centrale nucleare

Media norvegesi riferiscono di rilascio di sostanze radioattive in Europa dell'Est

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Nell'Europa settentrionale e occidentale è stato registrato un lieve aumento del livello dell'isotopo radioattivo di iodio 131. Lo riferisce il quotidiano norvegese The Independent Barents Observer, riferendosi al comunicato delle istituzioni scientifiche, in particolare, all'Istituto francese di radioprotezione e sicurezza nucleare, l'IRSN.

Per la prima volta questo isotopo è stato trovato durante la seconda settimana di gennaio 2017 nel nord della Norvegia, presso la stazione di ricerca Svanchovd, e subito dopo, a Rovaniemi, nel nord della Finlandia. Successivamente tracce di iodio-131 sono state trovate in Polonia, Repubblica Ceca, Germania, Francia e Spagna a fine gennaio. Il 17 febbraio siti di microblogging hanno segnalato l'arrivo nel Regno Unito, presso la base aerea di Midenhall, di aerei dell'Air Force USA, i WC-135. Macchine di questo tipo sono utilizzate per la rilevazione di tracce di test nucleari e emissioni radioattive. In particolare, così sono state svolte le analisi delle conseguenze dei test nucleari della Corea del Nord o dopo gli incidenti alla centrale nucleare di Chernobyl, nel 1986, e Fukushima, nel 2011.

Gli isotopi di iodio-131 vengono prodotti dalla fissione di nuclei pesanti. La loro emivita è di circa otto giorni, quindi, come indicato dal quotidiano, si tratta di un "evento totalmente recente". Lo scoppio, come hanno sottolineato gli scienziati, non è una minaccia per la vita e la salute della popolazione, ma può indicare un incidente radioattivo in un reattore nucleare o in un altro oggetto del ciclo del combustibile nucleare, o in un laboratorio di ricerca. Una particolare fonte di queste perdite non è indicata dagli scienziati ma, secondo loro, si trova da qualche parte nell'Europa dell'Est.

Nell'autunno del 2011 in Europa, in particolare in Norvegia, Svezia, Finlandia, Germania, Austria e Polonia, è stato registrato un incidente simile a causa di concentrazioni che contavano fino a un Bq micro per metro cubo. Allora, quella continua serie di emissioni ha condotto a Budapest, alla società Institute of Isotopes Srl, ex Istituto dell'Accademia ungherese delle scienze, che produceva isotopi radioattivi in medicina per scopi industriali e ha commesso una serie di errori nel controllo del processo.

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Acqua, nucleari, Europa
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