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    Poliziotti all'aeroporto di Kuala Lumpur

    Omicidio Kim Jong-nam, esperto: la Cina non c’entra

    © AFP 2017/ MOHD RASFAN
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    Kim Jong-nam, fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, è stato assassinato il 13 febbraio in aeroporto di Kuala Lumpura. I media cinesi hanno appreso la notizia dai mezzi di informazione stranieri.

    Ba Dianjun, esperto dell'università cinese di Jilin, in un'intervista con Sputnik ha affermato che al momento non si possono fare ipotesi concrete sull'accaduto.

    "La maggior parte delle notizie adesso è concorde sul fatto che nell'incidente c'è lo zampino della Corea del Nord. Le ragioni sono due: è successo già in passato e secondariamente Kim Jong-nam era una minaccia politica per Kim Jong-un. Soprattutto i media della Corea del Sud supportano questa tesi. Fino a quando la causa della morte non sarà accertata, ogni ipotesi sarebbe irresponsabile.

    "Molti media, soprattutto in Giappone e Corea del Sud, stanno focalizzando la loro attenzione sulle relazioni Cina-Corea del Nord. Kim Jong-nam ha trascorso la maggior parte del tempo a Macao, ma c'è chi pensa che fosse un'alternativa della Cina, che avrebbe potuto usarlo contro la Corea del Nord.

    "Io sono convinto che la morte di Kim Cheng Nam dimostra che la Cina non aveva queste intenzioni. Se la Cina avesse avuto un piano simile, Kim Jong-nam sarebbe stato sotto sorveglianza e non avrebbe potuto lasciare il paese. Inoltre, la sua sicurezza sarebbe stata prioritaria."

     

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    Tags:
    Opinione, Parere personale, Omicidio, Kim Jong-un, Corea del Nord, Cina
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