16:44 23 Maggio 2017
    L'opera di Maurizio Cattelan, Struzzo

    Aspetta, verifica e usa il buon senso: come difendersi dalle fake news

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    Marina Tantushyan
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    Nell'Occidente è stata proclamata una vera e propria guerra alle notizie false che circolano sui social e vari blog e che, secondo alcuni, hanno un effetto negativo sulla politica internazionale.

    Sul modello americano contro le fake news si sono uniti otto media francesi, tra cui Le Monde. Per tutelarsi le testate francese hanno iniziato ad utilizzare un dispositivo che permetterà agli utenti, grazie a una nuova categoria di segnalazione, di rilevare una notizia sospettata di essere falsa. In Italia invece dalla presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini è stata lanciata una campagna di sensibilizzazione con il sito Bastabufale.it.

    Sputnik Italia ha intervistato giornalista Tommaso Debenedetti che da anni si occupa della creazione di falsi account nei social network per capire che conseguenze avranno queste mosse sulla libertà di espressione.

    — Per decenni abbiamo lottato contro la censura dell'informazione, mentre oggi avviene l'esatto opposto. Per quale motivo?

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    "In effetti, la volontà di censura nei confronti della Rete è diventata fortissima in molti Paesi. La scusa è quasi sempre la stessa: impedire la diffusione di notizie false. In realtà si tratta di un pretesto, di una scusa per controllare e limitare Internet.  Questa volontà è più forte, oggi, nei Paesi occidentali.  Paradossalmente, proprio Paesi come gli Usa, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania che per anni hanno fatto della libertà dei media la loro bandiera, oggi introducono misure di controllo sul web, e in particolare sui social network. Il motivo? Evitare le fake news.  In verità, si tratta proprio di Paesi dove, come Francia e Germania, ci saranno fra poco delicate elezioni, o dove sono in corso fasi di passaggio come il Brexit nel Regno Unito e la nuova amministrazione negli Usa. Quindi la censura invocata ha ragioni di calcoli politici nazionali e di giochi di potere interni. Va detto subito: censurare Internet è impossibile. La stessa natura del mezzo rende impossibile evitare che si creino false notizie. Nella Rete l'identità è fluttuante e chiunque può, e potrà sempre, farsi credere un'altra persona e dire a nome di questa informazioni false. L'unica misura è la professionalità dei giornalisti nel verificare le news prima di pubblicarle e l'intelligenza critica dei semplici utenti che devono vagliare attentamente una notizia prima di crederla vera. Censurare è solo inutile, e alla fine anche dannoso per chi lo fa. E per chi inventa fake news non cambia nulla.

    L'homepage del sito bastabufale.it
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    L'homepage del sito bastabufale.it

    — Perché tutta questa guerra si è scoppiata proprio adesso dopo il Brexit e la vittoria di Trump? È solo una coincidenza oppure l'Occidente ha trovato un nuovo capro espiatorio per giustificare la propria debolezza?

    "È chiaro che un sistema mediatico come quello occidentale basato sulla corsa ossessiva allo scoop e totalmente dipendente dal web è il bersaglio naturale delle fake news. Ora questo sistema sta scoprendo la sua fragilità e, invece di capire i propri limiti ed evitare la frenesia e passare più tempo a verificare le informazioni,   accusa la Rete e addirittura crea ridicoli fantasmi come quelli di strutture, o addirittura interi Paesi,  che investirebbero chissà quanto tempo è quante risorse per fabbricare false news. Hanno parlato addirittura di una news-factory patrocinata dal governo russo per la diffusione di false informazioni sul web. Questa si è una fake news, ma è anche ridicola, visto che chi, come me, fabbrica e per anni ha fabbricato fake news sul web sa benissimo che, per diffondere una falsa informazione ed essere creduti da media e politici in tutto il mondo basta avere un computer o addirittura un iPhone in mano e un poco di fantasia. Qualche anno fa io diffusi dal finto account Twitter di un ministro russo la fake news della morte di Assad. La notizia fu ripresa da molti media autorevoli e fece oscillare il prezzo mondiale del petrolio. E io me ne stavo tranquillo a casa con in mano un vecchio pc che fra l'altro funzionava male. E ovviamente nessuno mi aveva pagato per l'esperimento. Posso dirlo e ne ho le prove e l'esperienza: quella sui russi creatori di fake news è una delle più grandi 'bufale' degli ultimi anni; e stupisce che tanti continuino a crederci!".

    -Ci sono tantissimi bufale sia nella rete che nella stampa occidentale sulla Russia e sulle guerre in Ucraina e in Siria. A suo avviso, che con questa nuova onda si può sperare che il livello di censura notevolmente diminuirà?  

    "Quella in atto contro la Russia, a partire dal 2014, cioè dallo scoppio del caso Ucraina, è una tremenda campagna di disinformazione. Ogni giorno vengono fuori almeno due o tre false notizie contro Putin o contro la Russia in generale. Ma si tratta di pericolose menzogne cui, chissà perché; i giornalisti occidentali credono senza verificare. C'è una specie di ricerca isterica di news contro la Russia. Posso citare un esempio. Inquietante. Pochi mesi fa, aprii un finto account Twitter di Wilbur Ross, la persona che Trump aveva appena scelto come Segretario al Commercio degli Usa. Per qualche giorno quell'account fu ritenuto vero da media e politici, inclusi uomini dello staff di Trump come Richard Priebus. Ebbene: ben due illustri giornalisti americani che rappresentavano testate famosissime e perfino un deputato Usa scrissero in privato al finto Ross notizie su suoi presunti incontri con finanzieri e banchieri per aiutare la campagna elettorale di Trump. Scrissero 'do you confirm that?'. Insomma volevano, da una mezza parola del Ross che non sapevano essere falso, una conferma alle loro tesi, chiaramente inventate di sulla interferenza russa nelle elezioni americane".

    ​- Lei si occupa di notizie false da molti anni. Potrebbe definire 2-3 consigli utili per riconosce le bufale e evitare di condividere informazioni false?

    "Qualche consiglio. Il primo è: aspettare. Se io leggo sul web,  ad esempio su Twitter,  la notizia della morte del Papa, prima di crederla vera e diffonderla, devo aspettare dieci o venti minuti. Se in quel tempo nessun media ha riportato l'informazione, vuol dire che questa è falsa. Secondo consiglio: verificare. Cioè andare a vedere le fonti ufficiali, per esempio, in questo caso, il sito del Vaticano e altri account di personalità vicine al papa. Se nessuno riporta la notizia è quasi certo che mi trovo davanti a un fake. Altro consiglio. Forse il più importante: il buon senso. Nel caso appena fatto: è chiaro che nessuno annuncerà mai la morte di un Papa o le dimissioni di un Capo di Stato o lo scoppio di una guerra attraverso Twitter o Facebook".

    — Il social network di micro blogging Twitter cosi anche come FB hanno annunciato l'introduzione di una serie di nuove funzionalità in grado di limitare il fenomeno delle fake news all'interno della piattaforma. Pensa che con questi strumenti si possa arginare questo fenomeno o le fake news sono invincibili?

    "Le misure annunciate da Twitter e Facebook sembrano una consueta operazione di facciata per rendere più credibile il mezzo, compiacere l'amministrazione Trump che vuole combattere le fake news, e alzare le quotazioni dei titoli Twitter e Facebook in Borsa. Ricordo che alla fine del 2013, quando Twitter entrò in borsa, vennero cancellati di colpo decine di account falsi. Ricordo che ne creavo e un'ora dopo venivano sospesi. Ma dopo qualche tempo tutto tornò come prima. Accadrà la stessa cosa. E i fake continueranno a prosperare. È nella natura stessa dei social media: o si cancellano e si rendono inutilizzabili oppure si accetta che siano un inestricabile miscuglio di identità false e vere, di realtà e di fake news".

    Tags:
    Informazione, Donald Trump, Laura Boldrini, Vladimir Putin, Italia, USA, Russia
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