08:32 25 Aprile 2017
    Michael Phelps

    Gli hacker russi smascherano Phelps, era dopato anche lui

    © Sputnik. Alexandr Vilf
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    Il gruppo di hackers Fancy Bears ha fornito all'emittente Russia Today nuovi documenti che rivelano come il 23 volte olimpionico Michael Phelps abbia usato un farmaco antiepilettico con effetti dopanti. Nei documenti, oltre a Phelps, figurano anche la ginnasta a stelle e strisce Simona Biles ed il lottatore russo Habib Nurmagomedov.

    I documenti svelati a Russia Today dagli hackers di Fancy Bears sono i cosiddetti "declaration of use" le dichiarazioni di utilizzo in cui gli atleti indicano l'utilizzo di medicinali, vitamine ed altri preparati prima di sottoporsi ai controlli antidoping.

    I moduli in questione erano conservati nella banca dati dell'USADA, l'agenzia antidoping statunitense. Tecnicamente si tratta di documenti per i quali gli atleti non avrebbero nulla da temere, in quanto i farmaci che in esso vengono indicati, non sono vietati dall'antidoping.

    Michael Phelps con una delle sue medaglie d'oro vinte a Rio
    © Sputnik. Aleksandr Wilf
    Michael Phelps con una delle sue medaglie d'oro vinte a Rio

    Del resto, se uno sportivo professionista facesse uso di doping, non avrebbe senso dichiararlo prima di sottoporsi al controllo.

    Tuttavia, i documenti scoperti dagli hackers di Fancy Bears presentano diverse contraddizioni, che insinuano dei dubbi sulla coscienza pulita di alcuni sportivi.

    Il nome più eclatante che figura nelle liste hackerate è quello di Michael Phelps, re del nuoto, atleta più vincente nella storia dei Giochi Olimpici, con 23 medaglie d'oro. Nel modulo da lui firmato in data 13 aprile 2016, Phelps ha dichiarato di aver assunto tre capsule di gabapentin durante le gare dell' Arena Pro Swim Series, disputate a Mesa, in Arizona.

    Il farmaco in questione, gabapentin, è un antiepilettico, che formalmente non è doping, ma rientra nell'elenco delle sostanze vietate per i cavalli, stilato dalla Federazione internazionale di Ippica.

    Per quale motivo Phelps abbia assunto un antiepilettico, lo sa solo lui e solo lui può spiegarlo. Se fosse realmente affetto da epilessia non potrebbe certamente nuotare e farlo più veloce di tutti gli altri, come dimostra il suo palmares. I medici raccomandano ai soggetti epilettici di praticare nuoto solo sotto stretta supervisione ed in caso di attacchi sporadici.

    Il gabapentin ha però anche un altro principio attivo: aiuta a ridurre gli effetti di spasmi muscolari ricorrenti dopo allenamenti pesanti.

    Nel documento diffuso da Fancy Bears figura anche il lottatore russo di UFC Habib Nurmagomedov, che il 16 aprile 2016 era impegnato in un torneo a Tampa. Nella sua "declaration of use" si legge che cinque giorni prima del combattimento con Darrel Horcher ha assunto un cucchiao di un concentrato di proteine del latte filtrate — ovvero impoverite di lattosio, grassi e colesterolo.

    Tra i protagonisti degli ultimi documenti diffusi da Fancy Bears c'è anche la chiaccherata ginnasta americana Simona Biles, che possiede un certificato per l'assunzione a fini terapeutici di focalina, un prodotto che contiene metilfenidato e anfetamine — sostanze vietate nello sport. Fino al 2018 la ginnasta USA (oro a Rio nella ginnastica a squadre e individuale, volteggio e corpo libero) può assumere 15 mg di questa sostanza tutti i giorni. Nelle prove presentate dagli hackers figura anche una sua dichiarazione datata maggio 2016, in cui prima di sottoporsi a un controllo antidoping, la Biles aveva dichiarato l'uso di focalina.

    love all my @gkelite leos but I think these are my top 5!! Which one is your favorite? #GKSimone #GKchoiceofchampions #sponsored

    Публикация от Simone Biles (@simonebiles) Дек 23 2015 в 12:31 PST

    Il gruppo di hackers Fancy Bears pubblica regolarmente documenti che fanno la luce sulle pratiche degli organi responsabili della lotta al doping nello sport.

    A settembre dello scorso anno gli hackers erano riusciti a violare i server della WADA dimostrando in che modo alcuni tra i più grandi campioni dello sport, fossero riusciti a "farla franca", assumendo sostanze dopanti mascherate da finalità terapeutiche.

    Tra i nomi che emersero allora ci sono quelli del ciclista Bradley Wiggins, della ginnasta Simona Biles, del tennista Rafael Nadal, del mezzofondista Moh Farah e del giocatore di basket serbo in forza al CSKA Mosca, Milosh Teodosic.

    Tags:
    USA, Russia
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