11:32 15 Agosto 2018
Militanti del Daesh

Le armi pesanti dell’ISIS: bottino di guerra e generose donazioni

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I militanti del sedicente Stato islamico hanno sferrato un attacco usando carri armati. Anche se non si conosce la quantità, l’ISIS dispone di numerose armi pesanti rubate in Iraq e in Afghanistan. E non solo.

I terroristi dell'ISIS hanno impiegato i carri armati per attaccare le posizioni delle milizie curde e arabe nel nord dell'Iraq, vicino al confine siriano. Il numero di questi mezzi non è stato reso noto, ad ogni modo l'attacco è stato respinto con successo. Per il canale televisivo libanese "Al-Manar" si tratta del primo caso in cui i terroristi utilizzano dei carri armati per sferrare un attacco. Tuttavia, lo scorso anno sono girate parecchie foto in internet che mostravano i militanti dello Stato islamico che usavano questo tipo di mezzi.

Secondo i dati delle agenzie di intelligence, l'ISIS disporrebbe di diversi carri armati modello T-55 e T-72, di produzione sovietica, sottratti all'esercito iracheno, e alcuni "Abrams" americani, anche questi rubati in Iraq. Tra le armi pesanti dello Stato islamico ci sono anche molte armi americane residuate dalla guerra in Afghanistan. Tra questi si possono annoverare obici, cannoni anticarro e lanciarazzi portatili antiaerei. Il numero di queste armi, soprattutto dei carri armati, è sconosciuto.

Ma le armi dell'ISIS non sono solo un bottino di guerra. Alcuni giornalisti britannici hanno scoperto che le armi e le munizioni per la cosiddetta "opposizione moderata", per esempio, sono state acquistate dagli Stati Uniti nell'Europa dell'Est. Anche l'Arabia Saudita avrebbe fatto la sua parte e cedendo diverse armi alle bande armate in Siria.

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Carri armati, Armi pesanti, terrorismo, ISIS, Medio Oriente, Afghanistan, Siria, Iraq
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