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    Trovati rifiuti tossici nella fossa delle Marianne

    © Sputnik. Alexander Liskin
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    Scienziati inglesi e australiani hanno registrato alti livelli di inquinanti organici persistenti (POP), sostanze chimiche tossiche, in due delle più profonde fosse oceaniche. Ciò viene affermato in un articolo pubblicato sulla rivista Nature Ecology & Evolution.

    I biologi hanno analizzato le sostanze chimiche presenti nel corpo di anfipodi (Amphipoda), dei crostacei, le cui dimensioni di solito non superano il centimetro. Si è scoperto che nei tessuti adiposi degli anfipodi, che vivono ad una profondità di 10.000 metri nella zona della Fossa delle Marianne e Kermadec, gli inquinanti organici persistenti sono in una concentrazione tale a quella degli organismi marini della baia giapponese di Suruga, una delle zone più contaminate del Pacifico.

    I composti rilevati includono policlorobifenili e eteri di difenile polibromurato, sostanze utilizzate come fluidi dielettrici per l'isolamento elettrico e ignifugo per le protezioni antincendio.

    I ricercatori suggeriscono che gli inquinanti organici persistenti originariamente erano contenuti in un bidone della spazzatura di materiale plastico caduto in mare. Le sostanze poi sono fuoriuscite affondando gradualmente, fino a raggiungere l'habitat degli anfipodi.

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    Tags:
    Inquinamento, ricerca, rifiuti, inquinamento, Ricerca scientifica, Oceano Pacifico
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