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    Paramilitari del battaglione ucraino Azov nel Donbass

    Foreign Policy: Kiev fomenta il conflitto ucraino

    © AFP 2018 / Genya Savilov
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    Le azioni dei militari ucraini nella "zona grigia" in Donbass, ma anche la mancanza di politici che intervengano a favore della pace a Kiev, provocano l'escalation del conflitto nell'est del paese.

    Lo scrive il giornalista Isaac Webb, residente nella capitale ucraina, in un articolo per la rivista Foreign Policy, ricordando che una nuova fase del conflitto è iniziata il 29 gennaio nelle vicinanze della città di Andiivka. Secondo l'autore, in Donbass è tornata "la guerra in piena regola", un disastro umanitario. Entrambe le parti si accusano a vicenda e Kiev punta il dito contro la Russia. Webb ritiene che questo presumibilmente, sia giusto, ma sottolinea che non ci sono prove del coinvolgimento nelle attuali operazioni militari delle forze armate russe.

    Quello che ha portato all'escalation del conflitto è stato lo spostamento dei militari ucraini, scrive Webb. Lo scorso autunno i militari ucraini, sempre più spesso, sono stati posizionati nella "zona grigia", una zona deserta tra le due parti in guerra. In alcuni luoghi, questo spazio neutrale si è trasformato in una vera e propria "polveriera", osserva l'autore. "Le forze armate ucraine hanno rafforzato la difesa, spostato in avanti le armi pesanti, tra cui i carri armati, che, secondo gli accordi di Minsk, dovevano essere ritirati dalla linea del fronte" scrive della situazione Webb.

    L'insediamento di Trump si ritiene sia molto importante come presupposto per la ripresa dei combattimenti nella parte orientale dell'Ucraina. "Kiev anche ora è meno incline al compromesso, anche perché la sua insicurezza, derivante dal fatto che non sa quale politica manterrà Washington in questo conflitto, è in crescita".

    Il presidente ucraino Poroshenko ha usato l'escalation del conflitto per i propri scopi, esortando il nuovo presidente americano a non andare avanti con il riavvicinamento con Mosca. "Massicci bombardamenti. Chi avrebbe il coraggio di cancellare le sanzioni in tali circostanze?" ha detto durante una video conferenza il 31 gennaio. Webb sottolinea che dopo la vittoria di Trump, che fa presagire a Kiev la riduzione del sostegno di Washington, l'élite politica ucraina si sta dimostrando sempre meno interessata a qualsiasi accordo per il Donbas.

    Quelli che in precedenza chiedevano una soluzione pacifica del conflitto, sono diventati "falchi", e chi voleva il compromesso, tra cui la deputata della Verkhovna Nadezhda Savchenko, si trova sotto il fuoco delle critiche. Poroshenko, che è stato eletto come "presidente della pace", da settembre 2015 ha cambiato la sua retorica, diventato altrettanto "falco", ha detto il giornalista.

    La mancanza di opposizione a questa retorica militare del presidente ucraino significa che molti non vedono altra via d'uscita per raggiungere la pace se non attraverso la guerra, riassume Webb, che invita Kiev a mantenere toni più concilianti.

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    Petro Poroshenko, Conflitto, Conflitto in Ucraina, Esercito, Donbass
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