13:12 23 Settembre 2017
Roma+ 23°C
Mosca+ 13°C
    Alexander Lukashenko, presidente della Bielorussia

    Cremlino: ai russi non interessa l'introduzione di una zona di confine con la Bielorussia

    © AP Photo/ Sergei Grits
    Mondo
    URL abbreviato
    0 1561101

    La Russia ritiene scorretta e sbagliata l'introduzione di una zona di confine con la Bielorussia perché viola gli accordi bilaterali internazionali e ulteriori accordi, ha riferito il servizio stampa del Cremlino.

    Il Cremlino ha ricordato che il presidente della Bielorussia è intervenuto criticamente riguardo l'introduzione del regime di frontiera della Russia con gli alleati dello Stato. "Vogliamo sottolineare che non è così, non è stato introdotto il regime di frontiera. Si tratta dell'introduzione di zone di confine, adiacenti ai quartieri di confine. Ciò comporta la necessità di regolamentare la visita delle zone di frontiera per i cittadini di paesi terzi", ha riferito il servizio stampa. 

    Non ci sono conseguenze dopo questa introduzione per i cittadini della Bielorussia e della Russia. Il Cremlino ha aggiunto che il contratto è stato pubblicato dopo un attento studio del capo del servizio della Federazione russa, in accordo con il ministero della Giustizia della Russia, in conformità degli impegni internazionali.  Il servizio stampa ha anche ricordato che la Russia non è un pioniere nel settore dell'introduzione di zone di confine. Nel settembre 2014 il presidente della Bielorussia ha firmato il decreto n. 433, che disciplina l'istituzione delle zone di confine, nel raggio territoriale delle unità amministrative adiacenti al confine russo-bielorusso.

    "La firma di questo decreto e l'introduzione dei controlli nei territori di confine è giusta, garantisce gli interessi di confine e la sicurezza di frontiera, nonché l'organizzazione di un adeguato livello di interazione per frenare l'immigrazione clandestina, il traffico di droga e contrabbando. E' assolutamente corretto il ragionamento, è assolutamente la soluzione giusta, e in questo caso le nostre guardie di frontiera vanno assolutamente nella stessa direzione", ha sottolineato il Cremlino. "In qualche modo tali misure però vengono associate con la violazione della Russia verso gli obblighi internazionali e trattati internazionali. Riteniamo sia scorretto e sbagliato. Non possiamo dirci d'accordo con Aleksandr Grigorevic", ha concluso il servizio stampa.

    Il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko, il 9 gennaio, ha firmato il decreto che ha stabilito l'esenzione dal visto di ingresso nel paese per un periodo non superiore a cinque giorni attraverso il punto di passaggio dall'aeroporto nazionale Minsk, per i cittadini di 80 paesi. Il decreto si applica a 39 paesi, d'Europa, Brasile, Indonesia, USA, Giappone e altri Stati. La decisione delle autorità bielorusse colpisce gli interessi della Russia, infatti, nel quadro dello stato dell'Unione c'è una modalità di libera circolazione, e gli stranieri, arrivati senza visto in Bielorussia, possono accedere illegalmente al territorio della Russia. Come ha dichiarato il portavoce del presidente russo Dmitrij Peskov, Minsk ha organizzato in anticipo i suoi piani per l'introduzione di questa modalità, senza prima concordare con Mosca.

    Correlati:

    Cremlino commenta l'abolizione del visto della Bielorussia per cittadini di 80 Paesi
    Energia, Russia-Bielorussia: niente accordo su transito petrolio per il 2017
    Bielorussia, scoperto importante giacimento di petrolio
    Tags:
    visti, Servizio statale di frontiera, Alexander Lukashenko, Bielorussia, Russia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik