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    Fondamentalismo islamico fattore destabilizzante dei Balcani

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    La scorsa settimana a Vienna è stato arrestato l’imam Nedžad Balkan, un fondamentalista radicale, il cui soprannome indica chiaramente la regione di origine. Tuttavia, secondo gli esperti, non si tratta dell’estremista più pericoloso dei Balcani.

    Nedžad Balkan, al secolo Ebu Muhammad, è nativo di Tutin, città della Serbia prevalentemente musulmana. Di ideologia estremista, è stato arrestato nella capitale austriaca insieme con otto suoi seguaci. È ritenuto un predicatore di successo.

    "Con l'arresto di Nedžad Balkan, le autorità austriache ha chiarito che se dovesse arrivare una nuova ondata di profughi non ignoraranno il fatto che alcuni di loro possono essere dei terroristi. Vienna è diventato un un covo di fondamentalisti islamici, soprattutto dalla Bosnia", ha detto a Sputnik Milan Pasanski, esperto del Forum sul terrorismo e la sicurezza di Belgrado.

    L'esperto bosniaco di terrorismo Djevad Galijasevic in un'intervista a a Sputnik ha osserva che anche se Balkan viene da Tutin, in Serbia, appartiene alla cerchia dei fondamentalisti islamici bosniaci, ma non è il più pericoloso di loro.

    "Balkan è considerato un esperto nell'interpretazione dei testi religiosi islamici. Balkan ha fondato il progetto ‘Ibrahim Milleti', contro la quale qualche anno fa, la polizia tedesca ha condotto un'operazione su larga scala. Balkan ha operato anche a Linz, Klagenfurt, Graz, in Svizzera e in Germania, ma sempre in ombra. A Vienna è uno degli islamisti più radicali legati alla Bosnia Erzegovina, ma non il più pericoloso. In questo senso, è più pericoloso Muhamed Fadil Porca, dell'Unione salafita Dawa. Sono convinto che questa non sia l'ultima operazione della polizia austriaca contro gli islamisti radicali", ha spiegato Galijasevic.

    Milan Pashanski crede che gli islamisti abbiano paura di attraversare i confini europei e preferiscono stabilirsi nella periferia dell'Europa. vale a dire, in Kosovo e in Bosnia Erzegovina.

    "In Bosnia l'infrastruttura islamista esiste da quasi trent'anni, non ci sono ostacoli al suo sviluppo lì. Niente impedisce la diffusione di tali idee o il loro finanziamento. In Bosnia è possibile acquistare qualsiasi arma, alcuni terroristi hanno le loro banche", ha aggiunto Djevad Galijasevic.

     

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    Tags:
    fondamentalismo, terrorismo, islam, Vienna, Bosnia-Erzegovina, Balcani, Europa
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