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    USA, le autorità bloccano i colloqui con i rifugiati dai campi australiani

    © REUTERS/ Ted Soqui
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    Il servizio immigrazione degli Stati Uniti ha ufficialmente rinviato i colloqui con i rifugiati provenienti dai centri d’accoglienza in Australia. Lo riferisce oggi la Reuters.

    L'Australia persegue una politica molto rigorosa in materia di rifugiati: i richiedenti asilo che non possiedono i requisiti per restare nel paese vengono immediatamente rimpatriati o inviati nei campi d'accoglienza dell'isola di Nauru o dell'isola di Manus. Lo scorso novembre, il primo ministro Malcolm Turnbull ha annunciato la firma di un accordo con l'allora presidente degli USA Barack Obama per il reinsegiamento negli Stati Uniti dei rifugiati respinti dall'Australia.

    I primi rifugiati provenienti dai campi australiani delle isole del Pacifico sono stati accolti negli Stati Uniti, previa colloquio, fino alla fine del mandato di Obama. Dopo l'avvento al potere Trump il secondo round di colloqui è stato però rinviato a tempo indeterminato. Secondo l'accordo, gli Stati Uniti avrebbe dovuto accogliere 1250 richiedenti asilo, mandando in Australia i profughi provenienti El Salvador, Guatemala e Honduras.

    Trump ha criticato duramente l'accordo del suo predecessore Obama definendo "senza senso". Attualmente nei campi di Manus e Nauru ci sono circa 1200 rifugiati provenienti da Iran, Afghanistan, Pakistan, Somalia e Sudan.

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    Profughi, rifugiati, Accoglienza dei migranti, asilo, Donald Trump, Australia, USA
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