19:58 24 Maggio 2019
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Candidato presidenza Serbia: i nostri interessi coincidono con quelli del BRICS

© Sputnik . Evgeniya Novozhenina
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Le elezioni presidenziali si terranno in Serbia nella primavera di quest'anno, ma non oltre il 6 maggio.

La partecipazione alle elezioni per il momento vede confermati il leader del partito radicale Serbo Vojislav Seselj, il difensore civico Sasa Jankovic, l'ex presidente dell'assemblea generale dell'ONU e l'ex Ministro degli esteri Serbo Vuk Jeremic e il leader del partito di destra "Dveri" Bosko Obradovic. Il candidato dell'attuale partito al governo, il "Partito Progressista Serbo" sarà reso noto dopo il 15 febbraio, e verrà confermato se il presidente Tomislav Nikolic, o concorrerà per un secondo mandato.

"Il Presidente russo Vladimir Putin vede la Serbia come un partner alla pari e comprende il nostro desiderio di essere un paese libero, ha detto il candidato alla presidenza del "Partito democratico della Serbia ", l'ex ministro dell'Energia e dell'industria mineraria (2007-2008), ed ex Ministro della scienza e della tutela dell'ambiente (2004-2007) Aleksandar Popovic.

Io sono per una Serbia libera, nella quale l'ambasciatore di un paese straniero non può indicare cosa fare, e i ministri non arrivano in parlamento a dire che bisogna cambiare il codice penale, perché così è stato ordinato dall'UE. La Serbia è ora in uno stato di governo semi-coloniale. Si parla costantemente di antifascismo, ma allo stesso tempo c'è una targa dedicata ad un collaborazionista del fascismo, Acif Hadžiahmetović, una persona che è colpevole di crimini contro la popolazione serba e della creazione di una Grande Albania durante la seconda guerra mondiale.

Il presidente della Serbia non ha poteri esecutivi, sembra essere piuttosto un concorso in cui i cittadini scelgono quale candidato può meglio rappresentare lo Stato all'estero e che sottolinei i problemi esistenti. Ma il problema è che abbiamo bisogno di medici nelle zone rurali, abbiamo bisogno della connessione a internet, è necessario affrontare le questioni dell‘educazione, e della scienza… Di tutti questi problemi dovrebbe occuparsene il Presidente della Serbia. Per quanto riguarda le esportazioni, la Serbia può, senza ingenti investimenti, ottenere risultati, è solo necessaria la giusta organizzazione.

Abbiamo bisogno di una politica di neutralità. Non c'è collaborazione con coloro che vogliono dominare politicamente Belgrado. Questo vale anche per Bruxelles, Mosca, Pechino e New Delhi, senza eccezioni. Dovremmo imparare dall'esperienza positiva di altri paesi, tra cui l'UE. La Serbia deve collaborare con tutti, ma nei propri interessi. E' un dato di fatto che il presidente russo Vladimir Putin ci percepisce come pari, e capisce il nostro desiderio di essere un paese libero. D'altra parte l'UE e gli USA ci hanno bombardato, non rispettano la nostra costituzione che stabilisce che il Kosovo e Metohija è parte integrante della Serbia, e credono, che nel nostro territorio ci siano due stati. Ecco perché i nostri interessi in gran parte coincidono con quelli dei paesi BRICS.

E' necessario parlare con i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'UE non è molto favorevole a noi, per così dire "è già passato l'amore". Noi ci troviamo in una situazione nella quale, il giudice è stato immediatamente avvertito che fino all'ultimo incontro, ci giudicherà, e allo stesso tempo il governo ha accettato tali condizioni. Ecco come vorrei caratterizzare i negoziati e gli accordi con Pristina, raggiunti sotto gli auspici dell'UE. Dobbiamo dichiarare apertamente che a questi negoziati non siamo più interessati, perché con questi noi ci perdiamo soltanto.

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Tags:
Elezioni, Politica, elezioni, governo, Vladimir Putin, Serbia
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