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    La storia degli hacker russi gonfiata dai media USA

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    L’ingerenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi è una gigantesca montatura dei principali media americani basata su accuse prive di fondamento e non supportata da nessuna prova schiacciante. Lo riporta il New York Observer.

    I membri del Partito democratico americano hanno iniziato a gonfiare la storia delle violazioni dei suoi server alla ricerca di un capro espiatorio per la sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni, sostiene l'autore dell'articolo. I sostenitori della Clinton con il supporto dei media schierati hanno ingigantito la situazione per convincere — e convincersi — che se non fosse stato per lo zampino di Mosca a quest'ora la Casa Bianca sarebbe stata di Hillary.

    Finora neppure le agenzie di intelligence americane sono riuscite a dimostrare la reale interferenza russa nelle elezioni presidenziali. Di prove ne hanno presentate tante, ricorda l'autore, ma nessuna di loro si rivela tanto schiacciante da fugare ogni dubbio attorno al ruolo decisivo degli hacker russi sul risultato finale delle presidenziali.

    L'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva promesso di esaminare le accuse di coinvolgimento della Russia e di pubblicarne i risultati entro la fine del suo mandato. Purtroppo anche in questo caso il pubblico è rimasto a bocca asciutta.

    In conclusione, l'autore spiega che i principali media americani palesemente schierati con la Clinton hanno messo su una campagna di disinformazione mirata a svelare le apparenti connessioni tra Trump, Wikileaks e il governo russo. Il fatto che le prove che offrano siano poco credibili, a quanto pare è un fattore secondario.

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    Tags:
    Accuse, hacker, Guerra informatica, Disinformazione, elezioni, Donald Trump, Hillary Clinton, USA, Russia
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