03:37 22 Ottobre 2020
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Mosca è riuscita ad aggirare con successo le sanzioni occidentali in campo militare, rafforzando la capacità di difesa del Paese e guadagnando profitti extra derivanti dalle commesse militari, scrive la rivista Foreign Policy.

Le sanzioni imposte nel 2014 hanno privato la Russia dell'accesso ad alcuni importanti tecnologie occidentali.

Dopo aver messo a repentaglio il programma di modernizzazione delle forze armate, le sanzioni hanno costretto Mosca a cercare soluzioni alternative, cosa che ha rafforzato l'industria della difesa russa, si afferma nell'articolo.

Ad esempio il rifiuto della Francia nel 2015 di consegnare a Mosca le portaelicotteri "Mistral", in ultima analisi si è dimostrato essere vantaggioso per la Russia:

la parte russa non solo ha incassato un miliardo di dollari per la mancata consegna delle navi, ma è inoltre riuscita a vendere 50 elicotteri Ka-52 adatti per le Mistral all'Egitto, che a sua volta ha comprato le navi da Parigi, scrive Foreign Policy.

Un altro esempio di come la Russia sia uscita bene da questa situazione può essere la vicenda delle forniture dei motori diesel dalla Germania. Quando Berlino ha bloccato le consegne dei motori ordinati per le navi russe "Buyan-M", Mosca ha dovuto trovare un nuovo fornitore. Tuttavia è diventato presto chiaro che motori simili pochi anni prima erano stati acquistati dalla Cina, che nel frattempo era già riuscita ad avviare la produzione di un modello analogo.

La Russia ha firmato subito un contratto per la fornitura dei motori cinesi, che, come si osserva nell'articolo, anche se leggermente inferiori rispetto alla qualità tedesca, sono molto più economici.

Se si parla della necessità dello sviluppo dell'elettronica e dell'industria aerospaziale russa, Mosca è riuscita a trovare subito un sostituto dell'Occidente: questa volta la Russia si è rivolta alla Corea del Sud e ad altri Paesi asiatici, si legge nell'articolo.

I vertici delle forze armate degli Stati Uniti ritengono che Mosca sia riuscita a trovare delle scappatoie nelle barriere sostenute dalle sanzioni per la mancanza di volontà politica negli Stati Uniti e nell'Unione Europea. Lo ha dichiarato alla rivista rimanendo nell'anonimato un rappresentante del Pentagono.

"Le sanzioni non erano gravi, per ottenere un effetto politico reale si sarebbe dovuto andare ben oltre," — ha detto.

Secondo la rivista, è probabile che la cooperazione tra le forze armate russe e il complesso militare-industriale occidentale non riprenderà, anche se le sanzioni verranno cancellate. "Non penso che i russi si affretteranno a comprare qualcosa dall'Occidente. Hanno imparato la lezione e non torneranno dai fornitori francesi e tedeschi," — Foreign Policy riporta le parole dell'analista militare Michael Kofman.

Molte aziende straniere continuano la cooperazione con la Russia. Ad esempio l'italiana Iveco continua a fornire i veicoli blindati, la società ucraina "Motor Sich" vende ogni anno centinaia di motori per elicotteri all'esercito russo, in quanto non può rinunciare alla collaborazione con uno dei suoi partner più importanti.

Allo stesso tempo la Russia sta gradualmente accrescendo la produzione industiale e forse in pochi anni cesserà di comprare i motori all'estero, conclude Foreign Policy.

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Tags:
Economia della Russia, Tecnologia, Difesa, Occidente, Sicurezza, sanzioni antirusse, Mistral, Iveco, Unione Europea, Germania, UE, Italia, Francia, USA, Russia
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