00:45 20 Ottobre 2018
Bandiera della Siria, Damasco

Al Jazeera: oppositori Assad definiscono trattative ad Astana “vendita della rivoluzione”

© REUTERS / Omar Sanadiki
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2014

Molti abitanti della Siria i quali sostenevano le proteste contro Bashar Assad nel 2011, hanno dichiarato, in una intervista con Al Jazeera English, che sono insoddisfatti della situazione attuale nel paese.

Allo stesso tempo i siriani intervistati dal canale televisivo hanno detto che non sperano molto nel successo dei colloqui di pace ad Astana, e che temono che gli attori internazionali faranno solo i propri interessi personali.

La conquista di Aleppo è stato un punto di svolta nel conflitto sia per l'opposizione che a livello diplomatico. La Turchia si è avvicinata alla Russia e le trattative ad Astana sono il risultato di questi cambiamenti. Abbiamo parlato con i siriani che hanno sostenuto le proteste del 2011. Ora cosa pensano? Iniziamo con la città di Atarib, situata nella parte occidentale di Aleppo.

Mahmoud Assaf, abitante di Atarib: Il problema è che alle trattative ad Astana le nostre opinioni non contano nulla. Questo è un accordo tra la Turchia e la Russia, e decideranno loro cosa accadrà.

Abdullatyf Al-Halabi, commerciante: La rivoluzione è stata venduta in "dollari" a diversi "protettori". Se fossimo stati uniti non ci saremmo trovati in questa situazione.

Questo punto di vista è condiviso da molti, ovvero che la guerra interna tra di loro sia stato il problema.

Riyad al-Kasim, commerciante: Noi siamo contro queste diverse fazioni. Il nostro nemico combatte un fronte unito, mentre noi stiamo combattendo uno contro l'altro, perché è indegno che vengano aiutati e sostenuti dall'estero.

Faisal Al-Abdullah, combattente Esercito siriano libero: Non conosco i dettagli delle trattative ad Astana, ma è una tregua per noi, ed è un bene, soprattutto dopo che abbiamo perso Aleppo. Questo ci permetterà di riorganizzare le difese.

Poco più a sud, a est di Damasco si trova una zona denominata Ghouta Orientale dove si concentrano le principali forze dell'opposizione armata vicino la capitale siriana. Cosa pensano gli abitanti della città più grande in questa zona?

Abu Raad, abitante di Duma: Astana è una grande partita internazionale. E speriamo che il popolo siriano non dovrà pagarne le conseguenze più tardi.

Abdurrauf Raed, abitante di Duma: Speriamo che questi colloqui porteranno almeno qualche beneficio della rivoluzione siriana, e che non finirà invano, come le due tornate di colloqui a Ginevra.

Tuttavia, in pochi qui sperano che i negoziati in Astana davvero porteranno il cambiamento in Siria. Loro lo considerano come un trampolino di lancio per la preparazione degli incontri a Ginevra, che dovrebbe avvenire tra un paio di settimane.

Abu Riyadh, membro del comune: è chiaro che nessuno ci compatisce. Tutti perseguono i propri interessi. Turchia, Russia, Stati Uniti, Iran, i paesi Occidentali e del Golfo Persico, a nessuno di loro interessano le nostre sofferenze, sono coinvolti in questo solo perché è nel loro interesse.

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Opinione, Negoziati, Politica, Media, Negoziati di Astana sulla Siria, Trattativa con la Russia sulla Siria, al Jazeera, Astana, Siria
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