16:50 17 Ottobre 2018
Mystery, secrecy

Scienziati scoprono motivo per cui alcune persone non credono alle scoperte scientifiche

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Molte persone razionali non credono alla missione della NASA sulla Luna, all'innocuità dei vaccini, al cambiamento climatico e ad altri fatti comprovati per proteggere le proprie credenze personali da una invasione altrui, hanno detto gli psicologi in occasione della conferenza annuale della Società di psicologia personale e sociale a San Antonio.

"Come si può evitare questo e fare in modo che la gente sia meno scettica nei confronti della scienza? Non basta solo esporre i fatti, ma anche raccontare al pubblico che queste nozioni vengono definite nel loro interesse. Ad esempio se provate a far cambiare idea agli scettici del clima, bisogna prima di tutto sapere cosa loro sono pronti ad accettare, e ad utilizzare queste idee in modo da spiegare gli ultimi dati riguardo il riscaldamento globale", ha dichiarato Matthew Hornsey dell'università del Queensland, in Australia.

"I piccoli ruscelli fanno grandi fiumi"

Sulla Terra, ci sono decine di gruppi disparati e organizzati di persone che si rifiutano di credere nelle varie scoperte scientifiche e nei benefici della civiltà, nonostante l'assenza di prove a favore della loro convinzioni.

Ad esempio, dall'esatto momento del lancio del programma americano "Apollo" ci sono state delle persone che si rifiutano di credere al fatto che gli astronauti americani sono atterrati sulla superficie della Luna, che hanno lasciato delle tracce e hanno riportato a Terra un paio di tonnellate di materiale lunare. Non ci sono prove che non li faccia dubitare, nemmeno le immagini delle tracce fotografate con sonde in orbita di tre diversi paesi, che lo sbarco di Neil Armstrong sulla Luna non sia stato girato in uno studio di Hollywood.

Qualcosa di simile accade con quelli che non credono al riscaldamento globale, che ritengono le vaccinazioni nocive o pensano che il governo stia cercando di controllare la loro mente con l'aiuto delle "scie chimiche" rilasciate dagli aerei o con il fluoro nell'acqua del rubinetto.

Gli psicologi studiano da anni questi appassionati di "teorie complottiste", cercando di capire in cosa si differenziano dalle altre persone, e fino ad ora non sono riusciti a trovare delle differenze significative: in media, come osserva Hornsey, sono persone istruite come gli altri, e allo stesso modo sono interessati attivamente la scienza e la ritengono degna di fiducia.

Hornsey e i suoi colleghi canadesi e statunitensi hanno osservato il comportamento di alcuni gruppi di queste persone e hanno concluso che ciò che li spinge a questo non è la mancanza di conoscenza, o l'incapacità di comprendere, ma è il timore di perdere i propri principi e convinzioni personali.

"Il filtro morale"

In questo caso, come dice Hornsey, il cervello umano va in "regime giuridico" e inizia a selezionare i fatti che sostengono le proprie convinzioni, rifiutando e mettendo in dubbio quelli che non sono conformi a queste ultime. Di conseguenza, sia per i cospiratori che per i loro avversari si ripiega la cartina "scientifica" del mondo, composta dai fatti convenienti e coerenti per loro.

Per esempio, come hanno dimostrato gli psicologi, i credenti o i rappresentanti di diverse ideologie politiche credono di meno ai fatti non "tangibili" e degni di fiducia c'è la possibilità di sovvertire alcuni principi "centrali" della loro esistenza, potenzialmente non connessi con l'oggetto di discussione. Di regola le persone in questi casi passano dai fatti alle sentenze morali e di valore e iniziano a occupare posizioni estreme nella valutazione di un particolare fenomeno o scoperta.

Ad esempio spiega Hornsey, dubitare che il vostro browser preferito sia il migliore su internet, può inconsciamente spingervi a dubitare dell'atterraggio degli astronauti sulla luna oppure nel cambiamento climatico. Quindi si può dire che quasi tutti gli illuministi e i divulgatori di scienza scelgono la strada sbagliata per convincere gli scettici, rigettando i loro fatti e ignorando i loro sentimenti.

Accade quanto segue: i fatti vengono bollati come "irrilevanti" e questo minaccia le loro convinzioni personali facendo diventare le persone ancora più scettiche rispetto alle attestazioni degli illuministi, che iniziano a sospettare questi ultimi di voler minare la morale. Di conseguenza, gli psicologi consigliano prima di convincere gli ascoltatori che i loro principi morali e convinzioni personali non verranno toccati, e poi cercare di convincerli che della scienza ci si può fidare.

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