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    Le sanzioni contro i progetti sulle piattaforme sono pienamente in vigore: l'esempio più eclatante è il congelamento del partenariato tra Rosneft e l'americana “ExxonMobil”.

    “Rosneft” abbandona la Sardegna

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    La compagnia vende il 12% delle azioni Saras per €174,6 milioni a causa delle sanzioni.

    La "Rosneft" ha confermato la vendita del 12% delle azioni della compagnia italiana Saras proprietaria di una raffineria in Sardegna dalla capacità produttiva di 15 milioni di tonnellate all'anno, scrive la testata "Kommersant". Gli investitori istituzionali acquisteranno i titoli al prezzo di €1,53 (€174,6 milioni per l'intero pacchetto), che è il 7% in meno rispetto al costo di ieri alla chiusura della Borsa di Milano. Rosneft ha comunicato che l'uscita dal progetto è dovuta a causa delle sanzioni che impedivano all'azienda di ottenere il controllo della Saras.

    La "Rosneft" si è accordata per la vendita agli investitori istituzionali per il 12% delle azioni (€114,12 milioni l'una) della Saras, proprietaria di una raffineria in Sardegna, al prezzo di €174,6 milioni ha comunicato la compagnia. In questa maniera "Rosneft" ha confermato la notizia di volersi ritirare dal progetto. La transazione è stata effettuata al prezzo di €1,53 per azione, vale a dire ad un prezzo il 7% più basso alla chiusura di ieri alla Borsa di Milano. "La vendita è stata fatta nel quadro di un programma per ottimizzare il portafoglio della società, a causa della mancata implementazione degli accordi originali per aumentare la quota di "Rosneft" al livello di una partecipazione di controllo a causa delle sanzioni" ha comunicato la "Rosneft", sottolineando che i proventi derivanti dalla transazione saranno destinati a progetti con altri partner italiani. Tra i partner di "Rosneft" in Italia ci sono Eni, Pirelli e Banca Intesa.

    La Saras è proprietaria di una raffineria in Sardegna dalla capacità di 15 milioni di tonnellate di petrolio all'anno (circa il 15% del totale della raffinazione di petrolio in Italia). Inoltre la Saras possiede due depositi di prodotti petroliferi in Italia e Spagna e 101 stazioni di servizio in Spagna. I ricavi nel 2015 sono calati del 20%, fino a €8,2 miliardi di euro, un utile netto di €224 milioni di euro contro una perdita nel 2014 di €269 milioni. Tra i più grandi azionisti della compagnia ci sono Gian Marco Moratti S.a.p.A e Massimo Moratti S.a.p.A., che detengono il 25% delle azioni.

    Nel 2013 la "Rosneft" si era assicurata il 20,99% delle azioni della Saras con due transazioni dal valore totale di €273,5 milioni. Ma già dopo due anni la "Rosneft" ha iniziato a ritirarsi dal capitale della società italiana, vendendo una prima quota del 9% per €162,4 milioni. La società russa ha sottolineato che l'utile netto degli investimenti nelle azioni della Saras ha superato gli €80 milioni di euro (compresi i dividendi), con un rendimento totale annuo pari al 9% in euro.

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    Tags:
    mercato, Economia, titoli, raffineria, vendita, Rosneft, Sardegna, Italia
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