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    WSJ: come aiutano a nutrire la Cina i prodotti alimentari russi

    © REUTERS/ Kim Kyung-Hoon
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    La Russia ha tutte le carte in regola per diventare uno dei principali fornitori di prodotti alimentari in Cina, scrive il quotidiano Wall Street Journal.

    Nel 2016 la Cina ha dato la possibilità alla Turchia di diventare il principale importatore di prodotti alimentari, acquistando cibo per oltre un miliardo di dollari. Attualmente, la Russia sta compiendo tutti gli sforzi possibili per ottenere un appoggio nel Paese con il mercato più popoloso del mondo, si legge nell'articolo.

    L'importanza dell'industria alimentare per lo sviluppo delle relazioni tra Mosca e Pechino è evidente, ad esempio, dal fatto che Vladimir Putin ha regalato a Xi Jinping un gelato fatto in Russia, dopo essersi informato sui gusti del suo collega cinese. In Cina i prodotti russi, come quelli europei e americani, sono ritenuti di alta qualità, osserva l'autore.

    Il progetto "nutrire la Cina" è una parte importante del progetto russo di "inversione ad Est" ed è connesso al deterioramento delle relazioni tra Mosca e Washington e per le sanzioni occidentali, sottolinea l'autore dell'articolo. Nel 2020 il Paese vuole raggiungere un fatturato complessivo di 200 miliardi di dollari. La Cina rimane il più grande partner commerciale della Russia e si prevede che il volume del commercio tra i due paesi, dopo il 2016, supererà i valori degli anni precedenti.

    In gran parte, come sottolinea il Wall Street Journal, è merito del settore agricolo russo. La Cina è pronta a comprare dai fornitori russi tutti i tipi di cibo, tuttavia, preferisce la carne. A Primorye, come riferisce il giornale, la holding Rusargo sta già sta costruendo un complesso di lavorazione per della carne, per soddisfare la domanda cinese. I cinesi mangiano ogni anno 57 milioni di tonnellate di carne di maiale, due volte di più rispetto agli americani. La Russia cerca anche di far rivivere i terreni agricoli abbandonati dopo il crollo dell'Unione Sovietica, scrive il WSJ. Entro il 2020, in Estremo Oriente si prevede di aumentare la superficie coltivabile dei terreni fino al 50%. Gran parte di essi sarà utilizzata per la coltivazione di cibo per l'esportazione, scrive il Wall Street Journal, riferendo dati dell'agenzia Estremo Oriente, che cita l'esperto Petr Shelachaev.

    Si prevede che già all'inizio del 2017 si inizierà l'esportazione verso la Cina di carne di maiale e mucca, nel 2019 la Russia inizierà ad esportare pollo e manzo, scrive il Wall Street Journal. La controparte cinese è interessata anche all'affitto a lungo termine di superficie agricola in Russia, sperando che questo aiuterà la Cina a gestire il problema di mancanza di territori idonei alla coltivazione.

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    Tags:
    Cibo, Esportazioni, Wall Street Journal, Russia, Cina
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