11:20 11 Agosto 2020
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Il parlamentare tunisino del partito laico Voce della Tunisia Muhammad al-Rashidi ha commentando per Sputnik le proteste del 14 gennaio in occasione del sesto anniversario della "rivoluzione dei gelsomini" del 2011.

"I giovani hanno il diritto di esprimere la loro posizione. I tunisini hanno ora un'altra coscienza, sono alla ricerca di stabilità, di un lavoro normale, non di proteste senza senso per le strade. I dati mostrano che l'economia è in crescita, così come gli investimenti nel settore privato.

"Le principali difficoltà sociali sono concentrate nel sud e nell'ovest del paese, perché in quelle aree non si sono ancora sentiti i risultati della rivoluzione. Per cambiare questa situazione si dovrebbe anzitutto stabilire una cooperazione tra il governo, la società e gli intellettuali per rilanciare il paese. In secondo luogo, c'è la necessità di attrarre investimenti nell'economia tunisina. Ha avuto successo la Conferenza internazionale per gli investimenti ‘Tunisia 2020', del novembre 2016, con la quale gli investitori locali e stranieri si sono interessati a molti progetti tunisini.

"Quando raggiungeremo l'equilibrio tra la società e l'economia, allora raggiungeremo la tanto attesa stabilità e saremo in grado di risolvere il problema della disoccupazione, la sfida più grande per la Tunisia moderna.

"La situazione in Libia ha un impatto negativo sulla Tunisia, soprattutto per le città che si trovano nei pressi del confine e che per decenni hanno vissuto di commercio. Noi, insieme con l'Algeria e l'Egitto, siamo molto interessati alla stabilizzazione della situazione interna in Libia.

"Ma ora il governo di unità nazionale sta attuando un piano per lo sviluppo delle regioni arretrate. Sarà completata la costruzione della rete stradale che collegherà la capitale con le regioni meridionali e occidentali del paese; sarà potenziata e messa in funzione la ferrovia. Per quanto riguarda l'agricoltura si stanno scavando nuovi pozzi per garantire l'acqua e si sta realizzando una rete idrica che serva le regioni interne. Inoltre è in programma la costruzione di un dissalatore dell'acqua marina."

Il 14 gennaio centinaia di tunisini in tutto il paese hanno protestato contro la disoccupazione. L'onda principale del malcontento si è registrata nelle città di Ben Herdan, Sidi Bouzid, Gafsa e Meknassi.

 

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Tags:
rivoluzione, politica, disoccupazione, Economia, Proteste, Tunisia
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