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    Anche in Italia sospetti sugli hacker russi: "cyberattacchi contro l'Aeronautica Militare"

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    Lo scorso giugno degli hacker probabilmente legati alla Russia avrebbero violato i server dell'Aeronautica Militare italiana nel tentativo di ottenere l'accesso a documenti classificati legati al caccia americano F-35, scrive il quotidiano la Repubblica.

    Secondo il giornale, l'attacco informatico molto probabilmente è stato compiuto dal gruppo hacker APT28, accusato di aver violato la rete informatica della WADA (agenzia internazionale anti-doping, ndr) e di essere entrato nei server del Partito Democratico degli Stati Uniti durante la recente campagna elettorale. Secondo Repubblica, si tratterebbe di hacker russi.

    Il giornale ha riportato anche il punto di vista del presidente della commissione Difesa del Senato Nicola Latorre, secondo cui a seguito dei cyberattacchi gli hacker non avrebbero ottenuto l'accesso alle informazioni più sensibili.

    "Possiamo tranquillamente dire che il nostro sistema di sicurezza ha tenuto, dopo aver respinto un attacco che avrebbe potuto creare conseguenze molto gravi. Ma proprio per questo è evidente che esistono motivi di preoccupazione," — afferma uno degli esponenti più importanti del Pd.

    Secondo il senatore, gli hacker si sono fermati ad "un livello superficiale" della corrispondenza elettronica.

    Relativamente a questa situazione, Repubblica ha osservato che l'interesse per l'Italia è dovuto essenzialmente alla sua appartenenza alla NATO, così come al fatto che le forze aeree sono coinvolte attivamente nel progetto americano di test dell'F-35 ed hanno accesso ad una serie di informazioni tecniche segrete.

    Inoltre il giornale ha sottolineato che negli ultimi mesi attacchi informatici simili, probabilmente organizzati dal gruppo APT28, sono stati commessi in Francia, Belgio, Lussemburgo e in altri Paesi della NATO.

    Nel febbraio dello scorso anno Repubblica aveva pubblicato un articolo affermando che gli hacker di APT28 avevano violato la rete informatica del ministero della Difesa italiano da ottobre 2014 al maggio 2015 ottenendo informazioni ufficiali dai server del dicastero militare.

    Secondo il giornale, la Procura militare di Roma aveva aperto un'indagine per possibile spionaggio internazionale.

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    Difesa, Sicurezza, hacker, F-35, cyberattacchi, NATO, La Repubblica, Nicola Latorre, Russia, Italia
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