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    Come i russi spiano... le condizioni metereologiche!

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    Il centro umanitario serbo-russo nella città serba di Niš è già da diversi anni attivo nell’aiutare ad eliminare le conseguenze delle situazioni di emergenza nei Balcani.

    Questo non impedisce ai paesi occidentali di sospettare regolarmente Mosca e Belgrado dell'organizzazione di un "centro di spionaggio"… E in qualche modo hanno ragione, perché i russi spiano… il clima, e hanno fornito ai colleghi serbi un moderno sistema di monitoraggio per situazioni di emergenza.

    Il sistema di monitoraggio satellitare tiene traccia dei cambiamenti climatici, dei cambiamenti della crosta terrestre, di incendi, inondazioni… Tutti i dati vengono inviati poi al centro operativo di emergenza a Mosca, collegato con il centro umanitario di Niš.

    La Serbia è da diversi giorni è bloccata dal freddo: con temperature estremamente basse, e le strade bloccate; il ghiaccio ha bloccato la navigazione sul Danubio.

    Il personale del settore per le situazioni di emergenza del Ministero degli interni della Serbia e il servizio di soccorso sono giunti a portare aiuto a più di 100 villaggi rimasti senza energia elettrica. Si sono uniti a questa operazione soccorritori dalla Russia che si trovavano nel centro umanitario serbo-russo. Secondo loro, se confrontato con le condizioni atmosferiche in Russia, la situazione non è così critica.

    Il centro umanitario serbo-russo a Niš è stato coinvolto nell'attività di monitoraggio della situazione con l'aiuto della più moderna attrezzatura in collegamento con Mosca. L'anno scorso grazie a questo moderno sistema è stato salvata un'intera città in Siberia, che si trovava nella stessa situazione in cui si trova ora la Serbia ha detto a "Sputnik" il direttore del Centro di Bojan Glamoclija.

    "Il ghiaccio ha cominciato ad accumularsi sul fiume alla temperatura di —25 gradi. Con l'aiuto del monitoraggio satellitare e la raccolta di informazioni ricevute dalla centrale operativa del Ministero delle emergenze della Russia, gli esperti si sono resi conto che se l'accumulo di ghiaccio fosse continuato, avrebbe potuto causare l'allagamento, portando a enormi danni alla città, abitata da più di 100 mila persone. Dunque è stato formato un gruppo di lavoro, che ha analizzato il territorio ed è giunto alla conclusione che bisognava far esplodere il ghiaccio. Così in questa maniera è venuta meno la necessità di evacuare gli abitanti bloccati da neve e ghiaccio nella città. E' stata, per così dire, una "missione impossibile", ma è stata eseguita. Ricordando il ghiaccio sul Danubio nel 2012, quando furono danneggiate moltissime barche e chiatte, diventa evidente quanto per noi sia importante il sistema operativo di monitoraggio".

    Grazie al sistema di monitoraggio a Niš si possono tenere sotto controllo le emergenze in tutto il mondo, ma prima di tutto nei Balcani, e poi trasferire queste informazioni ad altri centri operativi. Ad esempio, il centro è stato fondamentale nel mese di agosto dello scorso anno, durante le inondazioni in Macedonia. Secondo il direttore, i paesi dei Balcani e la Serbia stessa, ancora non utilizza i dati del sistema in maniera efficiente. Pertanto è stato lanciato un progetto di monitoraggio pilota per controllare il flusso e i possibili straripamenti del fiume Begej.

    "Abbiamo sviluppato un modello di innalzamento del livello dell'acqua nel fiume. Abbiamo presentato questi risultati al municipio della città, e alle autorità della regione. Siamo in grado di elaborare un simile progetto per tutta la Serbia, perché ciò permette di risparmiare tempo, energia e denaro. Grazie a questo possiamo calcolare quanti soccorritori sono necessari per l'evacuazione della popolazione. E il programma ci mostrerà quante persone dovranno essere evacuate, e quali sono i luoghi più sicuri per l'evacuazione".

    Serbia flag
    © Sputnik. Evgeniya Novozhenina
    Il sistema ha dimostrato la sua affidabilità durante i recenti terremoti in Italia. Con l'aiuto dei dati ricevuti. gli esperti, sia a Niš che a Mosca sono stati in grado di prevedere cosa sarebbe accaduto, quali aree sarebbero state a rischio, e quali sarebbero state le conseguenze.

    "Stiamo parlando di informazioni fornite dai servizi di idrologia, geologia, meteorologia e sismologia. Sulla base di queste informazioni, possiamo dire con una certa precisione quale edificio sia in pericolo, quali di essi potrebbero essere recuperati in seguito, e quali andrebbero completamente distrutti. Dopo pochi minuti siamo in grado di avere un quadro completo di una emergenza, come un terremoto".

    Da Mosca (per l'esattezza dallo spazio) si può tenere traccia di tutto quello che succede sul nostro pianeta. La Serbia fa affidamento su questo sistema, soprattutto nel caso di grandi incendi, che sono meglio visibili dallo spazio. Per esempio, a Niš d'inverno vengono accumulate informazioni sulle così dette ondate di calore che il centro trasmette all'unità del Ministero degli interni serbo, che si attiva in caso di emergenza.

    Il centro umanitario serbo-russo spera che in materia di monitoraggio spaziale si possa instaurare una collaborazione più produttiva con i paesi dell'UE. Dopo tutto, quando si tratta di sicurezza, la politica dovrebbe fare un passo indietro, è convinto il personale del centro.

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    Tecnologia, tecnologia, Meteo, controllo, Serbia, Russia
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