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    US President Barack Obama speaks during a campaign event for US Democratic presidential nominee Hillary Clinton in Philadelphia, Pennsylvania, US November 7, 2016.

    Obama si prende i meriti della firma degli accordi sul nucleare del P5+1

    © REUTERS/ Carlos Barria
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    Martedì a Chicago il presidente Barack Obama ha pronunciato il suo discorso di commiato e ha enumerato tutti i risultati dei suoi 8 anni alla Casa Bianca.

    Tra i suoi successi politici più importanti egli ha menzionato l'eliminazione da parte delle forze speciali del terrorista N°1, Osama Bin Laden, la riforma del sistema sanitario (Obamacare), il ripristino delle relazioni con Cuba e l'accordo sul nucleare con l'Iran.

    "Se otto anni fa vi avessi detto… che avremmo terminato con il programma nucleare iraniano senza sparare un colpo e che avremmo eliminato la mente dietro gli attacchi dell'11 settembre… avreste potuto dire che avevamo la testa tra le nuvole. Ma è quello che abbiamo fatto", ha detto Obama.

    Tuttavia degli esperti iraniani intervistati da Sputnik ricordano che l'accordo non è solo merito di Barack Obama, ma il risultato degli sforzi collettivi dei paesi del "P5+1".

    Il noto americanista Iran Seyed Mohammad Marandi, dirigente del dipartimento di studi nordamericani all'Università di Teheran, in un'intervista con Sputnik ha spiegato che l'unico paese che è stato costantemente impegnato nel fare fallire l'accordo sul programma nucleare iraniano, sono stati gli Stati Uniti stessi, il che mette in dubbio le parole del presidente Obama.

    Il dottor Seyed Mohammad Marandi ha detto:

    "Bisogna osservare prima di tutto che l'accordo nucleare concluso tra l'Iran e le altre 6 potenze (5+1), è un raggiungimento non di un solo paese, in particolare gli USA, ma degli sforzi congiunti e di tutti i paesi partecipanti a questo processo di negoziazione. Oltre agli USA c'erano la Cina, la Russia, il Regno Unito, la Francia e la Germania. Tra l'altro, la posizione di alcuni dei paesi del "5+1" è stata più costruttiva degli Stati Uniti nel processo di negoziazione. Alla fine l'accordo è stato raggiunto, ma non grazie agli USA. Detto questo, la cosa più evidente che abbiamo visto nel corso dell'anno successivo alla conclusione dell'accordo è che l'unico paese che non aderisce agli accordi raggiunti in questo accordo sono gli stessi Stati Uniti. Essi violano l'accordo, impongono costantemente limiti e minacciano di imporre ulteriori sanzioni contro l'Iran, persone o aziende nel nostro paese, nonostante il fatto che il documento firmato preveda l'abolizione delle sanzioni precedentemente imposte. Tutto questo va completamente in contrasto con gli impegni dei firmatari. Pertanto, viene naturale una domanda: se per gli USA, come sostiene Barack Obama, questo accordo sul nucleare è così importante e lui lo ritiene un risultato importante, allora perché solo gli Stati Uniti violano costantemente questo accordo?!"

    Il politologo ed esperto iraniano di questioni mediorientali Hassan Hanizadeh, ex redattore capo dell'agenzia di stampa iraniana leader MehrNews, in una intervista con Sputnik ha detto che se non fosse per gli sforzi di Russia e Cina nei negoziati, l'accordo si sarebbe potuto raggiungere:

    "Nel discorso di commiato Barack Obama ha parlato dell'accordo nucleare con l'Iran. Questo negoziato nucleare e in particolare il Piano d'azione congiunto globale non può assolutamente essere considerato merito della politica di Obama. E' prima di tutto il successo degli sforzi congiunti dei paesi partecipanti alle trattative: Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania. L'unione delle forze di questi paesi ha svolto un ruolo importante nel raggiungimento dell'accordo. Inoltre, senza una cooperazione tra la Russia e la Cina, gli USA non sarebbero stati in grado di trovare la propria nicchia nel raggiungimento dell'accordo. Nel modo in cui Barack Obama ha descritto la situazione nel suo discorso sembra che l'Iran sia presumibilmente crollato sotto la pressione degli Stati Uniti così da fare tutte le concessioni sul programma nucleare. Ma in realtà le cose non sono assolutamente andate così: Iran, come prima, continua il suo programma nucleare sotto stretto controllo dell'AIEA".

    Con tali affermazioni, dopo il discorso di commiato di Obama il neoeletto presidente Donald Trump ha criticato apertamente Obama, dicendo che non dovrebbe parlare con tale enfasi della lotta contro il terrorismo, visto che durante la sua presidenza, è apparso un gruppo terroristico mostruoso: Daesh. Questo dimostra che la politica estera di Barack Obama non è stata poi così brillante, è stata caratterizzata da intrighi e cospirazioni, e ha promosso attività dello Stato Islamico in Siria e Iraq.

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    Relazioni Internazionali, Politica Internazionale, Accordo nucleare, Presidenza, Accordo con Iran, discorso, Barack Obama, Iran, USA
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