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    Obama, l’addio da presidente: “Credete in voi stessi, il vero cambiamento siete voi”

    © AP Photo/ Andrew Harnik
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    Dolore ed emozione per il discorso di commiato, ma anche speranza: “Lascio questo palco con un ottimismo ancor più grande di quando abbiamo cominciato”.

    "È stato l'onore della mia vita servirvi. Non mi fermerò. Resterò accanto a voi da cittadino per tutti i giorni che mi restano".

    È stato intenso, partecipato e doloroso il discorso di commiato alla nazione del presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama da Chicago, dallo stesso luogo dove nel 2012 aveva celebrato la vittoria su Mitt Romney.

    "Vi chiedo di credere in voi stessi, nelle vostre capacità, il vero cambiamento siete voi", ha detto Obama trasformando il suo ultimo discorso da presidente in un appello per rinnovare davanti ai suoi "fellow Americans" quel "Yes we can" che per lui è stata e resta cifra politica e, insieme, messaggio di speranza.

    "Lascio questo palco con un ottimismo ancor più grande di quando abbiamo cominciato", ha detto.

    E ha avvertito: la disuguaglianza fra le classi economiche rischia di corrodere la democrazia americana. Se ogni questione economica viene dipinta come una "lotta fra ceto medio che lavora duro e minoranze immeritevoli", tutti i lavoratori — ha predetto Obama — si ritroveranno loro malgrado a "combattere per le briciole" lasciate dai ricchi mentre questi "si ritireranno sempre di più nelle loro enclave private".

    Senza un miglioramento delle opportunità economiche, l'amarezza crescente e le divisioni che hanno flagellato gli Usa negli ultimi anni non potranno che peggiorare. Obama si è rivolto agli americani chiedendo attenzione e impegno affinché si riduca il ruolo corrosivo del denaro nella politica e si insista sui "principi della trasparenza e dell'etica" nella pubblica amministrazione. Non sono mancati riferimenti al tema della sicurezza: gli stati Uniti — ha avvertito Obama — continuano a dover fronteggiare sfide e minacce in tutto il mondo da parte dell'islamismo estremista e da parte di leader stranieri, che ha definito "autocrati", spaventati dal dinamismo americano e dalla libertà. Altre grandi nazioni come Russia e Cina — ha sottolineato il presidente uscente — non potranno eguagliare l'influenza e il rispetto che gli Usa ancora conservano in tutto il mondo.

    E ha ricordato i successi americani nella lotta contro lo Stato Islamico e contro altre forme di radicalismo islamista: "Abbiamo ucciso decine di migliaia di terroristi, compreso Osama bin Laden" e "la coalizione globale che guidiamo contro lo Stato Islamico ne ha eliminato i leader e ne ha sottratto circa la metà del territorio". E ha aggiunto: "Lo Stato Islamico sarà distrutto, e nessuno fra coloro che minacciano l'America potrà mai sentirsi al sicuro".

    Obama ha poi fatto appello al proprio successore Donald Trump (che s'insedierà il prossimo 20 gennaio) affinché prosegua la sua lotta contro le molte forme di discriminazione che — ha ammesso — flagellano ancora la società americana. Sono necessarie — ha ricordato — leggi contro la discriminazione nel mondo del lavoro, della formazione e della giustizia.

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    Presidenza, Presidente, intervento, Barack Obama, USA
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